Jesi, aumenta l’affitto del seminario per la scuola Lorenzini

Comune e Curia hanno concordato un nuovo canone di locazione a seguito della richiesta di utilizzare ulteriori spazi per gli studenti. Ecco a quanto ammonta

Il centro pastorale di Jesi (ex seminario) di via Lorenzo Lotto

JESI – Affitto in aumento per il seminario vescovile di Jesi, sede temporanea della scuola media Lorenzini. Il Comune ha chiesto la possibilità, a seguito dell’incontro con la dirigenza scolastica, di utilizzare nuovi spazi. La Curia ha concesso ovviamente i locali, riquantificando il canone di locazione dovuto per ospitare gli studenti. Il Comune sborserà 89 mila euro annui per l’uso dell’immobile di via Lotto a servizio della didattica, «una cifra – spiegano i tecnici – perfettamente ricompresa nei valori previsti per la zona in questione ed in riferimento alla destinazione terziario».

A fronte del numero molto elevato degli iscritti e delle molteplici ed articolate esigenze collegate alle attività scolastiche, il sindaco Massimo Bacci ha chiesto infatti a monsignor Giuseppe Quagliani, legale rappresentante della struttura, di poter ottenere
in locazioni ulteriori spazi siti al primo piano dell’ex Seminario, per una superficie complessiva di mq. 374,05, offrendo nel contempo la restituzione alla piena disponibilità di un locale al piano terra, precedentemente utilizzato dalla scuola ma ritenuto non più indispensabile.

Venuti meno i vincoli di indebitamento dei Comuni, la giunta jesina ha optato per un completo cambio di rotta per la costruzione, in via Schweitzer, della scuola secondaria di primo grado, ora ospitata appunto all’ex seminario. Tre anni per completare l’opera per un importo di oltre 6 milioni di euro.

Il plesso scolastico, composto da quattro corpi, ospiterà su due piani 15 aule normali – 5 sezioni per 420 alunni – e aule speciali, come laboratori e biblioteca, quindi la palestra, sul retro, prefabbricato in cemento armato, con spogliatoi, servizi, area di pronto soccorso, fruibile anche in orari extrascolastici per altri utenti, tanto che l’accesso del pubblico è esterno. E l’atrio-agorà. Quest’ultimo “collegato” con l’esterno da una vetrata schermata a tutta altezza, con ante apribili, che si affaccia sul porticato e il piazzale. All’interno una scalinata che confluisce su una platea, il luogo dove magari sedersi o partecipare ad attività ricreative.