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Jesi

Revisione dello Statuto, l’ANPI di Jesi non ci sta

Martedì 26 febbraio, alle 21 a Palazzo dei Convegni, l’incontro di presentazione della modifica. «Prendiamo atto, con delusione, che l’Amministrazione Comunale non ha risposto né preso in considerazione la Proposta di ex sindaci, associazioni, forze politiche, sindacati e cittadini»

L'intervento di Adelmo Cervi all'assemblea pubblica dell'Anpi sullo Statuto

JESI – Si terrà martedì prossimo 26 febbraio, alle ore 21 a Palazzo dei Convegni, l’incontro pubblico di presentazione della proposta di modifica dello Statuto comunale. Mentre fino al 1 marzo gli interessati potranno presentare osservazioni o proposte di modifiche. Ma sul punto, l’ANPI di Jesi, che già lo scorso novembre lanciò l’allarme su forma e sostanza della procedura in corso (con l’iniziale eliminazione dallo Statuto dei riferimenti a Resistenza e Antifascismo), non ci sta.

«La sezione ANPI di Jesi ribadisce quanto già espresso nella Proposta di atto pubblico protocollata lo scorso 20 dicembre presso il Comune di Jesi. Prendiamo atto, con delusione, che l’Amministrazione Comunale non ha risposto né preso minimamente in considerazione la Proposta di atto pubblico, discussa e ampiamente condivisa durante l’Assemblea Pubblica promossa dall’ANPI di Jesi il 19 dicembre scorso.

Ricordiamo che il documento è stato sottoscritto da ex sindaci della città di Jesi, associazioni, forze politiche, sindacati e cittadini. In quest’ultimo si chiede sostanzialmente che l’articolo 4 dello Statuto vigente rimanga immutato, tale articolo contiene i principi generali che sono l’espressione più importante e identificativa della comunità cittadina dal punto di vista storico, sociale e morale».

Secondo l’ANPI: «Aver reinserito i termini “Antifascismo” e “Resistenza” in un contesto confuso come quello dell’ultimo testo presentato, non fa che svuotare di significato i due concetti che hanno un profondo valore storico ed etico. I principi fondamentali che regolano la vita politica e sociale di una comunità dovrebbero inoltre risultare di facile lettura e comprensione, essere sintetici ma ricchi di contenuto, rispettando le basilari regole lessicali della lingua italiana.

Contestabile è anche la modalità introdotta negli ultimi giorni per formulare proposte da parte dei cittadini: una procedura informatica con la quale inviare le osservazioni con il termine di 15 giorni che però esclude quanti non usufruiscono di questa tecnologia. Ci chiediamo chi valuterà le proposte, con quale modalità verrà comunicato il risultato e soprattutto quale validità possa avere questa procedura dato che è prevista nell’ultima revisione dello Statuto non ancora approvato quindi priva di validità giuridica».