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Jesi

Appello “Mai più fascismi”: le associazioni “perplesse” dopo il consiglio comunale

Diverse le realtà jesine che chiedono «una più chiara presa di posizione sui pericoli oggi realmente esistenti e sulle implicazioni che possono avere anche nella convivenza sociale e civile della nostra città»

Il consiglio comunale di Jesi
Il consiglio comunale di Jesi

JESI – Le associazioni Arci comitato Jesi Fabriano, Libera presidio di Jesi, Anpi sezione di Jesi, Cgil, Cisl, Coordinamento Democrazia Costituzionale S. Rodotà di Jesi, criticano la posizione presa dall’amministrazione comunale in occasione dell’ultimo consiglio quando si è discussa a votazione dell’appello nazionale “Mai più fascismi”.

Associazioni, sindacati, partiti, movimenti democratici hanno lanciato il 3 gennaio scorso l’appello rivolto a tutte le istituzioni democratiche. Appello che è finito all’odg del consiglio comunale di Jesi, presentato da Jesi in Comune – Laboratorio Sinistra che ha chiesto al consiglio di aderire: tra maggioranza e opposizione jesine c’è stata una lunga discussione e al netto di due astenuti della maggioranza, l’appello non è passato. «La scelta dell’amministrazione comunale di non aderire all’appello ci ha lasciati molto perplessi – fanno sapere le associazioni firmatarie jesine – Non condividiamo l’idea che la difesa dei valori costituzionali possa essere considerata di parte né tanto meno che possa essere stigmatizzata come operazione da campagna elettorale. Crediamo che inoltre il tentativo di equiparare i temi del nazifascismo ad altri regimi totalitari non solo non sia corretto, e meriti comunque un approfondimento reale e non sbrigativo, ma porti soprattutto a sottovalutare il pericolo reale oggi esistente nel nostro paese, come sottolineato bene nell’appello».

Secondo le associazioni, sottovalutare questo rischio «significa lasciare sempre più spazio a tutte quelle forze che mirano annullare il nostro passato, la storia del nostro Paese ed i valori racchiusi nella Costituzione e che stanno alla base della nostra democrazia». Quindi l’invito all’amministrazione «e le forze politiche che la sostengono ad una più chiara presa di posizione sui pericoli oggi realmente esistenti e sulle implicazioni che possono avere anche nella convivenza sociale e civile della nostra città, che vanta invece una tradizione di antifascismo, democrazia e accoglienza».