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Jesi

Jesi, Anpi, Arci, associazioni e partiti chiedono le dimissioni di Chiara Cercaci

La consigliera comunale aveva mostrato un vessillo fascista in occasione della seduta in streaming di una commissione, scatenando un vespaio di polemiche

Chiara Cercaci con la bandiera di Salò

JESI – «Dimissioni della consigliera Chiara Cercaci». È quanto chiedono svariati movimenti, associazioni e partiti locali, sollecitando il sindaco Massimo Bacci e il presidente del consiglio comunale, Daniele Massaccesi a prendere provvedimenti affinché la consigliera faccia un passo indietro uscendo dal civico consesso. La vicenda è nota. In occasione di una commissione consiliare, l’esponente di Jesiamo si è sventolata a causa del caldo con un tappetino del mouse riportante la bandiera della repubblica fascista di Salò.

«Riteniamo tale gesto gravissimo perché avvenuto durante una riunione istituzionale, aggravato anche dalle parole della Cercaci rilasciate alla stampa successivamente al gesto compiuto – sostengono i promotori della lettera aperta -. Chiediamo che il Sindaco di Jesi e il Presidente del Consiglio Comunale prendano provvedimenti a partire dalla segnalazione alle autorità competenti di quanto accaduto e richiedano le dimissioni della Consigliera dal suo incarico istituzionale, allontanando inoltre dalla maggioranza che governa la Città di Jesi quanti non si riconoscono, come la Cercaci, nella Costituzione Italiana e nello Statuto e Regolamento del Comune di Jesi. Infine chiediamo al Sindaco la convocazione del Comitato delle istituzioni Democratiche in una diretta streaming per informare tutta la città in merito ai provvedimenti presi».

Le associazioni firmatarie sono A.N.P.I. Sezione di Jesi, A.N.P.I. Provinciale Ancona, ALTAQWA Jesi, AMIV Jesi -Vallesina, ARCI Jesi-Fabriano, ARTICOLO 1 – Jesi, AZIONE CATTOLICA Jesi, CASA DELLE CULTURE Jesi, CASA DELLE DONNE Jesi, CENTRO STUDI LIBERTARI FABBRI Jesi, CIRCOLO AZZARUOLO LEGAMBIENTE Jesi, CDC JESI E VALLESINA – Circolo Stefano Rodotà, CISL Jesi, CGIL Jesi, FIOM Jesi, LEGA SPI – CGIL Jesi, UIL Jesi, ISTITUTO GRAMSCI MARCHE -Sezione di Jesi, JESI IN COMUNE, MOVIMENTO REPUBBLICANI EUROPEI Jesi, PARTITO DEMOCRATICO Jesi, P.R.C. Jesi, QUA LA MANO Jesi, SINISTRA ITALIANA Jesi Vallesina, SPAZIOSTELLO Jesi, 6000 SARDINE MARCHE, A.M.I. Ancona, ASSOCIAZIONE DI AMICIZIA ITALIA-CUBA, DONNE IN CAMPO MARCHE, DIPENDE DA NOI – Provincia di Ancona, FEDERAZIONE GIOVANI SOCIALISTI MARCHE, LIBERA-PRESIDIO ROCCO CHINNICI Ancona, MOLTO DI PIU’ DI 194-RETE FEMMINISTA MARCHE, POSSIBILE MARCHE, SINISTRA ITALIANA MARCHE.

La consigliera Cercaci si è già dimessa dal movimento civico Jesiamo, lista a sostegno del sindaco Bacci. «Il mio è stato un gesto assolutamente personale, ma nel gruppo Jesiamo c’è chi non ha apprezzato – ha specificato -. Dunque, per rispetto della lista civica e della coalizione, faccio un passo indietro. Fuoriesco dalla lista e farò un altro percorso. Ho aderito a Jesiamo senza tessere di partito. Il mio interesse è legato solo ed esclusivamente alla città. Non ho mai manifestato pubblicamente ciò che penso, non ho mai fatto polemica, né con l’opposizione né con una parte della maggioranza, nonostante la distanza rispetto ad alcune ideologie. Fondamentalmente, sono una persona liberale, pacifica, non cerco mai lo scontro. Credo che ognuno debba esprimere le proprie idee liberamente. Non ho bandiere a casa della Repubblica di Salò. È un tappetino del mouse regalato da amici, sono di destra, non l’ho mai nascosto. Ma non era mio obiettivo esibirlo. Nessuno vuole di nuovo i regimi totalitari, che non ritorneranno. Non condivido pertanto la strumentalizzazione politica messa in atto da una porzione dell’opposizione. Ero pur sempre a casa mia. Restano comunque le mie idee, nelle quali credo. Vado avanti a testa alta». Non ha ancora formalizzato le dimissioni dall’aula e potrebbe non farlo passando al gruppo misto.

La maggioranza le ha già chiesto formalmente di uscire dal consiglio comunale, accodandosi all’opposizione.