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Jesi

Jesi, Aniep e Onlus Daniela Cesarini: «All’ex Giuseppine Casa famiglia senza disabili in carrozzina»

Intervento dell'associazione di cui l'assessora scomparsa nel 2013 era stata nel direttivo nazionale e della realtà che ne porta il nome: «C'è un'altra cronaca del progetto di recupero»

Il complesso Giuseppine di Piazza Pergolesi a Jesi

JESI – C’è «un’altra cronaca del progetto di recupero dell’immobile delle Giuseppine a Jesi per la casa famiglia di Daniela Cesarini riservata alle disabilità». Ad affermarlo sono la sezione provinciale dell’Aniep, associazione per i diritti delle persone con disabilità del cui direttivo nazionale l’ex assessora scomparsa nel 2013 aveva fatto parte, e la Associazione Daniela Cesarini Onlus. Le due realtà avevano entrambe, da tempo, manifestato perplessità sul progetto prodotto dal Comune e le osservazioni da queste presentate non erano state recepite dall’amministrazione.

Daniela Cesarini

«Nell’incontro con i rappresentanti Comunali del 2 febbraio scorso – ricostruiscono le due realtà – Aniep e Onlus posero un particolare accento sul concetto di abitabilità che il progetto doveva rappresentare per poterlo vivere in modo agevole, sicuro, piacevole. Un progetto con poche barriere, adatto ad una utenza la più estesa possibile, per non ostacolare la capacità di nessuna persona. Daniela l’avrebbe potuta definire pure una casa ‘democratica’, adatta ai diversi tipi di autosufficienza, a 360 gradi, con soluzioni non discriminanti, piuttosto unificatorie».

Proseguono Aniep e Associazione Daniela Cesarini: «Le organizzazioni avevano pure indicato gli ostacoli, i dislivelli da togliere, gli elementi da rimuovere e quelli da inserire. come avevano suggerito i tipi di arredi, i complementi, le soluzioni impiantistiche, il cambio di elementi costruttivi, gli interventi sulla sicurezza e via dicendo. Il tempo avaro dell’incontro non aveva permesso di rappresentare osservazioni ulteriori, in particolare sulla disposizione delle finestre a piano terra, lungo una via dal traffico sostenuto con davanti una scenografia di alte abitazioni e una visibilità sul ‘vivere fuori’ limitata…o ancora svolgere approfondimenti su altri aspetti riguardanti nuovi spazi e luoghi di aggregazione anche per impiegare il plafond testamentario che rimaneva da utilizzare. Si erano salutati con l’impegno per una nuova convocazione che, a distanza di due mesi da quell’incontro, ancora non è arrivata».

Concludono: «Nel frattempo il confronto istituzionale di fine marzo sulla eredità Cesarini ha aperto nuovi scenari su un modello organizzativo residenziale pubblico di ospitalità, che escluderebbe i disabili in carrozzina dalla platea degli utenti della casa famiglia Daniela Cesarini. Una scelta che ha visto nella parte di attivi sostenitori il Comune, l’ASP, il Curatore testamentario; a questi ANIEP e ONLUS rivolgono altre considerazioni e domande che verranno esposte in un momento successivo. E per finire un congedo pubblicitario di moda: “restate con noi!”».