Jesi, addio al Campus Boario

Il Comune ha predisposto la variante urbanistica per rivedere le previsioni contenute nell'ambizioso piano di recupero del quartiere da oltre 30 milioni di euro

Il quartiere di San Giuseppe dall'alto

JESI – Parcheggi interrati, nuove piazze e parchi, appartamenti e uffici. Non ci sarà nulla di tutto ciò nel quartiere di San Giuseppe di Jesi. La Giunta Bacci, dopo aver già ridimensionato l’ambizioso piano di recupero Campus Boario da oltre 35 milioni di euro, predispone la variante urbanistica che mette formalmente fine al progetto ideato dall’amministrazione Belcecchi, prevedendo fra le altre cose la nuova destinazione per l’area attualmente occupata dal Centro Ambiente, che sarà ampliata per agevolare il lavoro della municipalizzata Jesiservizi (che si occupa di igiene urbana).

Martedì 30 aprile, in consiglio comunale, la pratica verrà messa al voto. Il Comune ha già indicato le modifiche salienti. Nell’area di viale Don Minzoni, attualmente ospitante il centro comunale per il conferimento di rifiuti ingombranti, non vi saranno più nuovi insediamenti di tipo residenziale e commerciale. Confermata la vocazione ad area sportiva e in parte ricreativa di via Granita, con contestuale incremento delle aree a parcheggio pubblico. Resta a Porta Valle la stazione delle autocorriere. Ulteriori posti auto sono programmati in prossimità della palestra Carbonari e anche in via Cascamificio, dove verrà potenziato il verde.

Queste le finalità della variante: «Aggiornare la disciplina urbanistica dell’intero ambito al fine di renderla più attuale e funzionale alle esigenze di rinnovo del patrimonio edilizio esistente, nel rispetto delle preesistenti situazioni di fatto e di diritto. Valutare la possibilità di eliminare alcune previsioni di nuova edificazione ad oggi non attivate, al fine di ridurre la capacità edificatoria complessiva del Piano e di conseguenza la pressione antropica nel quartiere. Razionalizzare il sistema delle aree pubbliche, al fine di rendere sostenibili e concretamente attuabili gli interventi di riqualificazione degli spazi collettivi, commisurati alle diverse esigenze dei vari comparti nonché del Centro Storico, pur mantenendone una visione unitaria. Ridefinire la destinazione urbanistica delle aree attualmente occupate dal Centro Ambiente e delle aree ad esse limitrofe (zona Mattatoio) al fine consentire interventi di riqualificazione e razionalizzazione, anche mediante riuso di contenitori edilizi esistenti dismessi, al fine del miglioramento del servizio offerto alla cittadinanza. Rivedere conseguentemente la destinazione urbanistica dell’area  “Centro Ambiente” di via Latini mediante riclassificazione della stessa all’uso agricolo».

Avviata, tuttavia, una raccolta firme fra i residenti per tentare di contrastare il potenziamento del centro ambiente di viale Don Minzoni.