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Jesi: addio Caterpillar, ecco Imr. Vertenza chiusa, i sindacati: «Mantenuti produzione, salari, diritti»

Oltre cento i lavoratori che hanno firmato la conciliazione e aderito al passaggio alla società IMR-Industriale Sud, operante nel settore automotive. Ecco le condizioni, l'avvio del nuovo progetto industriale a partire da giugno

La mobilitazione alla Caterpillar di Jesi, foto d'archivio

JESI – Addio Caterpillar, via ad una nuova storia con Imr. La vertenza che ha tenuto col fiato sospeso il territorio dall’annuncio, nel dicembre scorso, della chiusura del sito di Jesi da parte della multinazionale americana, può voltare pagina e guardare al futuro. Ne danno notizia, con soddisfazione, i sindacati.

Caterpillar, Fiom: «Mantenuti salario e diritti»

«Di fronte alla chiusura del sito voluta dalla multinazionale – dicono Mirco Rota e Tiziano Beldomenico, Fiom Cgil – si continuerà a produrre senza dover rinunciare al salario e ai diritti. Dopo oltre cinque mesi, si è conclusa con un accordo sindacale definitivo e la conciliazione individuale di oltre 100 lavoratori la delicata vertenza Caterpillar, che nello scorso dicembre aveva deciso la chiusura dello stabilimento di Jesi e il conseguente licenziamento di 189 lavoratori oltre ai contratti a termine presenti».

Mirco Rota, Fiom Cgil, ai cancelli Caterpillar

Per Rota e Beldomenico: «Grazie alla mobilitazione dei lavoratori e al lavoro svolto dal Ministero dello Sviluppo economico è stato possibile garantire la continuità produttiva e occupazionale attraverso l’individuazione di un soggetto industriale, la società IMR-Industriale Sud, società operante nel settore automotive, con diversi stabilimenti sia in Italia che in Europa. L’operazione, definita attraverso un accordo sindacale, garantirà l’avvio del nuovo progetto industriale a decorrere dal prossimo mese di giugno e dal punto di vista occupazionale la piena salvaguardia per tutti i lavoratori Caterpillar che volontariamente decideranno di passare alla società IMR, nonché il diritto di precedenza per coloro che erano occupati con un contratto di lavoro in staff leasing».

Il direttore di stabilimento Caterpillar Chatain, a sinistra, a confronto con Tiziano Beldomenico, Fiom Cgil

In particolare, spiega Fiom Cgil, «dal punto di vista normativo ed economico l’accordo prevede: il mantenimento del Ccnl dell’industria metalmeccanica; il passaggio dei lavoratori alla nuova società IMR senza soluzione di continuità con il mantenimento dell’anzianità maturata ai fini contrattuali e di legge (mantenimento dell’art. 18 in materia di licenziamento); il mantenimento del livello di inquadramento e degli scatti di anzianità maturati; il riconoscimento di un importo pari a 7.500 euro a seguito della conciliazione individuale; il mantenimento del servizio mensa alle precedenti condizioni economiche previste; la corresponsione del TFR maturato; la definizione di un nuovo Premio di Risultato il cui importo non potrà essere inferiore a 1.500 euro annui; mantenimento del cosiddetto “premio fisso” del valore di circa 100 euro al mese per ciascun lavoratore, del superminimo individuale per i lavoratori operai e dei superminimi individuali per i lavoratori impiegati nella misura del 50% con una soglia minima garantita pari a 150 eur al mese; l’anticipazione del trattamento di cassa integrazione straordinaria da parte dell’azienda. Le condizioni economiche previste dall’accordo si applicheranno anche alle eventuali nuove assunzioni. Inoltre l’accordo prevede una sorta di penale nei confronti di IMR qualora nel periodo di 36 mesi a decorrere dal passaggio dei lavoratori (giugno 2022), non dovesse realizzare gli impegni industriali previsti e concordati e quindi a non cessare il rapporto di lavoro per ragioni economiche per il medesimo periodo. La penale prevede il riconoscimento nei confronti dei lavoratori in caso di violazione dello stesso vincolo, da un minimo di 6 mensilità (in caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo) fino ad un massimo di 30 mensilità per il mancato rispetto degli impegni assunti da IMR».

«Dopo diversi mesi di trattativa la vicenda Caterpillar trova una sua positiva conclusione. – dichiarano Mirco Rota della Fiom-Cgil nazionale e Tiziano Beldomenico, segretario generale Fiom-Cgil Marche- Il sito di Jesi continuerà ad essere un sito industriale con produzioni diverse ma comunque in grado di salvaguardare tutti i posti di lavoro e in futuro di prospettare la possibilità di altre assunzioni. Lavoratori a cui è stato salvaguardato quasi tutto il loro stipendio maturato negli anni nonché i diritti normativi pregressi. Questa vertenza grazie alla determinazione dei lavoratori è un importante risultato che dimostra il fatto che anche quando una multinazionale decide di chiudere un sito, si possono trovare soluzioni concordate per continuare a lavorare e produrre senza rinunciare a diritto e salario».

Caterpillar, Uilm: «Condizioni molto migliorative rispetto ad altri accordi IMR»

Soddisfazione anche dalla Uilm Ancona: «Formalizzate le conciliazioni dei lavoratori Caterpillar che hanno deciso di passare alle dipendenze della nuova società IMR che reindustrializzera il sito produttivo jesino. Dopo la sconcertante notizia della chiusura notificata dalla Caterpillar il 10 dicembre scorso, con il conseguente ipotetico licenziamento dei 189 dipendenti impiegati, la grande mobilitazione dei lavoratori e di un territorio ha permesso tramite anche l’impegno delle istituzioni, di trovare un soggetto industriale pronto a rilevare il sito ed anche l’intera forza lavoro».

Lo striscione esposto allo stabilimento Caterpillar di via Roncaglia

«La IMR-  sud che subentrerà alla Caterpillar, è un azienda operante nel settore automotive che ha deciso di portare delle produzioni che erano state ipotizzate da produrre in Polonia. Il percorso non è stato semplice da realizzare, in quanto per ipotizzare la vendita, le aziende avevano spinto su una clausola di passaggio alla nuova società di almeno 150 dipendenti. Con il trascorrere del tempo, ci si è resi conto come il raggiungimento del numero ipotizzato fosse difficile tanto che come parti sociali, avevamo forzato per rivedere l’accordo a ribasso, portando a casa il risultato dell’abbattimento a 95 lavoratori con la volontà formale di passaggio ad IMR. Oggi abbiamo raggiunto l’obiettivo attraverso la conciliazione di più di 100 dipendenti dichiaratisi disponibili a prestare la loro opera in IMR. Le condizioni di passaggio sono molto migliorative rispetto ad altri accordi di acquisizione fatti da IMR e l’obiettivo che ci eravamo posti, della difesa del salario, dell’occupazionale e del territorio, possiamo dire sia stato raggiunto. Come Segreteria territoriale siamo molto soddisfatti per un lavoro unitario tradottosi in un risultato che cinque mesi fa, pensavamo difficilmente raggiungibile ma che con determinazione abbiamo fortemente voluto».

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Caterpillar, Fim: «Si apre una nuova stagione»

Ricorda Fim Cisl col coordinatore nazionale Stefano Boschini e Luigi Imperiale: «Si è conclusa oggi, con un accordo sindacale e la conciliazione individuale per oltre 104 lavoratori la delicata vertenza Caterpillar di Jesi. La multinazionale americana aveva annunciato, senza nessun preavviso, lo scorso dicembre la chiusura dello stabilimento marchigiano con il conseguente licenziamento di 189 compresi i contratti a termine. Grazie alla mobilitazione messa in campo dal sindacato che ha visto protagonisti i lavoratori e tutto il territorio e il lavoro fatto al Ministero dello Sviluppo Economico oggi è stata raggiunta un’intesa che dà garanzie sulla continuità lavorativa per il sito jesino che da oltre 100 anni, prima con la Sima industrie, poi con Caterpillar e oggi con la IMR (società da anni operante ne settore automotive, con diversi siti in Italia ed Europa) oggi ridà una prospettiva al sito marchigiano. Un risultato importante che permette alle oltre 100 famiglie dei lavoratori ex-Caterpillar di guardare con più serenità per il loro futuro».

Caterpillar, lavoratori e lavoratrici al Mise

«L’avvio del nuovo progetto industriale, a partire dal prossimo mese di giugno, garantisce la piena salvaguardia dell’occupazione per tutti i lavoratori che volontariamente passeranno a IMR. Il percorso di ristrutturazione del sito prevederà una formazione per tutti i lavoratori propedeutica alle nuove produzioni che andranno realizzate a Jesi. Per i lavoratori e per tutto il territorio è l’alba di una nuova stagione, non sarà tutto semplice e sul percorso ci saranno sicuramente delle problematiche da gestire, ma la cosa non ci spaventa, abbiamo difeso il lavoro e con esso i lavoratori. La FIM a tutti i livelli rimane impegnata a monitorare che il percorso dei lavoratori sia coerente con quanto previsto dagli accordi che garantiscono la continuità industriale del sito”

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