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Jesi

JCube in liquidazione, delusione e polemiche in città: «Nessuno sapeva?»

L'incubatore di imprese attivo alla ex Sadam cessa l'attività. Il gruppo Maccaferri, che sta attraversando un periodo di forte crisi, ha deciso di chiudere l'esperienza. Delusione e rammarico fra i politici

JCube

JESI – Pesante battuta d’arresto per l’innovazione. L’incubatore di imprese JCube è stato posto in liquidazione dal gruppo Maccaferri. Una bella esperienza, rivolta soprattutto ai neolaureati, si chiude dopo anni di riconoscimenti e successi.

«È stata una ottima iniziativa, particolarmente rivolta ai giovani ed alle nuove imprese, con un interesse specifico per settori innovativi: grande delusione per un progetto che subisce uno stop imprevisto ma evidentemente legato alla più generale situazione del gruppo Maccaferri – commenta il presidente del consiglio comunale, Daniele Massaccesi -. È un momento di crisi che ferma e ferisce lo spirito imprenditoriale e innovatore di chi ci aveva creduto, investendoci impegno, energie e risorse, procurando rammarico e delusione. L’ennesimo contraccolpo di una crisi economica e di sistema che sta colpendo in modo impietoso il nostro paese ed a cui non si riesce a far fronte. Nella disattenzione, o nella non necessaria attenzione, dei politici di sinistra e di destra».

«La chiusura di JCube (incubatore d’impresa) è un’altra perdita per il nostro territorio – osserva Andrea Binci del Pd -. Era nato con l’accordo di riconversione della Sadam e negli anni si era affermato come punto di riferimento del settore nel campo della ricerca ed innovazione. Ma se tale chiusura risale a dicembre 2019 in Comune non ne sapevano niente? Lo dico anche perché nel Consiglio Comunale di gennaio 2020 nessuno ha detto niente a riguardo».

«Mi dispiace molto ma non mi stupisce – il parere di Samuele Animali di Jesi in Comune -. Dispiace anche trovarsi a dire l’avevamo detto, ma l’avevamo detto. Ciò che sorprende, semmai, è che su questa circostanza si è glissato ancora fino ad oggi. Che quesi progetti fossero poco convincenti e comunque velleitari lo diciamo da un po’. Putroppo, specialmente in consiglio comunale, l’amministrazione si è fatta scudo dei progetti di Maccaferri e dell’ex Sadam per mascherare l’evidenza di una città in declino sotto il profilo dell’iniziativa politica. Ora però non ci perdiamo d’animo. Dovremmo tutti insieme cercare di ridefinire questi piani che sono saltati, senza continuare con arroccamenti su idee superate. Non siamo molto ascoltati in effetti».