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Istituto Cervi, il sindaco Bacci assicura: «Nessuna motivazione politica»

In merito all'uscita del comune di Jesi dall'Istituto Cervi, il sindaco incontra Leonardo Animali del Cda dell'istituto di Gattatico e garantisce: «Nessuna motivazione politica, solo razionalizzazione delle spese». Ma sulla decisione è polemica

Atrio del comune di Jesi
Atrio del comune di Jesi

JESI – Nessuna motivazione politica dietro alla decisione del comune di Jesi di non essere più socio dell’Istituto Cervi di Gattatico. Questo è quanto chiarito in un incontro tra il sindaco Massimo Bacci e Leonardo Animali, rappresentante del comune di Jesi nel Cda dell’Istituto Cervi.

«Ho sempre avuto un ottimo rapporto con Leonardo Animali – fa sapere il primo cittadino – La decisione è stata presa sulla base degli obblighi per il comune su tutte le partecipate. La scorsa consiliatura abbiamo dato continuità al rapporto con l’Istituto Cervi: nessuna malizia dietro questa decisione altrimenti ci saremmo già espressi anni addietro. Si trattava di togliere un contributo (800 euro circa, ndr) ad iniziative meritevoli del posto, che si ispirano ai valori della resistenza».

«Ringrazio il sindaco che ha voluto incontrarmi per approfondire la questione – spiega Animali – È stato un confronto costruttivo, che da parte mia, sarà rimesso alle valutazioni della Presidenza dell’Istituto. Ho avuto modo di illustrare a Bacci, come già fatto in altre occasioni, il rapporto che c’è da molti anni tra la città, scuole, associazioni, con l’Istituto, che va al di là di dinamiche strettamente istituzionali e di un mero rapporto economico. Insomma, l’Istituto Cervi non può essere considerato alla stregua delle Città del Vino o dell’Olio di questo il sindaco ha piena contezza. È stata l’occasione anche per chiarire un piccolo “giallo” che si era creato sugli atti: all’Istituto era arrivata per raccomandata il 4 ottobre la delibera di Giunta di recesso, accompagnata da lettera firmata dal Dirigente il 28 settembre, in cui il sindaco era assente; delibera che anche fino a lunedì mattina di questa settimana era scaricabile dal sito del comune. Poi da lunedì pomeriggio invece all’albo pretorio del comune era comparsa in pubblicazione la stessa delibera con il sindaco presente. Supportati dal verbale di Giunta, ho potuto verificare che la delibera spedita al Cervi, era stata oggetto di un refuso di trascrizione della segreteria. Vedremo nelle prossime settimane se questo porterà ad una mediazione positiva».

Sulla questione interviene anche il gruppo consiliare Jesi in Comune – Laboratorio Sinistra: “Jesi esce alla chetichella dall’Istituto Cervi. E si smarca dalla storia del ‘900 e dalla Carta costituzionale – si legge in una nota – Questo è un evidente segnale di disattenzione e forse disinteresse per la memoria dei fatti che hanno portato alla nascita della Costituzione italiana, come ricordato da Paolo Grossi, presidente della Corte Costituzionale al Teatro Pergolesi per il conferimento del Premio Calamandrei. Perché aderire e dare un piccolo contributo annuale all’Istituto Cervi non significa solo sostenere il lavoro svolto dall’Istituto in termini di educazione dei giovani, ma è anche e soprattutto un importante gesto simbolico”.

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