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Jesi

Jesi: interruzione volontaria di gravidanza, scontro maggioranza-opposizione

Bocciata la proposta formalizzata dalla minoranza in consiglio comunale, sostituita da una risoluzione delle forze di governo. I due testi a confronto

Un reparto di Ginecologia
Un reparto di Ginecologia

JESI – La minoranza propone, la maggioranza “respinge” e contro-propone. È andato in scena ieri sera, 25 febbraio, lo scontro fra le forze di opposizione e di governo sull’interruzione volontaria di gravidanza.

L’odg presentato da Pd e Jesi in Comune (**) è stato modificato da una risoluzione presentata dai movimenti civici che sostengono il sindaco Massimo Bacci. Agnese Santarelli ed Emanuela Marguccio, le due proponenti dell’atto, chiedevano di «investire per potenziare i consultori pubblici, per assumere un maggior numero di personale specializzato, per concretizzare e/o alimentare reti territoriali di supporto, per garantire la contraccezione gratuita a tutti e tutte, per assicurare la piena applicazione della 194 in ogni struttura, anche nell’ospedale Carlo Urbani di Jesi», oltre a stigmatizzare le dichiarazioni dell’assessore regionale Giorgia Latini, invitando l’aula consiliare «ad esprimere la propria contrarietà alla possibile sospensione, nella Regione Marche, della procedura per l’interruzione volontaria con metodo farmacologico presso strutture ambulatoriali pubbliche adeguatamente attrezzate, funzionalmente collegate all’ospedale ed autorizzate dalla Regione, nonché consultori, oppure in day hospital».

La risoluzione presentata dal consigliere Nicola Filonzi e approvata a maggioranza dal consiglio comunale, che l’opposizione non ha votato, prevede, spiegano da Jesiamo, «il potenziamento in rete con il territorio dei Consultori, la contraccezione gratuita per tutti e il mantenimento del protocollo per l’interruzione volontaria della gravidanza» (*).

«La bocciatura è arrivata – sostiene Jesi in Comune – perché le proponenti (Santarelli e Marguccio ndr.) non hanno accettato che venisse messo in discussione un emendamento nel quale, tra l’altro, si chiedeva una precisazione circa l’utilizzabilità “esclusivamente in ambiente ospedaliero” del farmaco Myfegine. La precisazione è stata ritenuta tecnicamente non corretta dalle proponenti ed evidentemente era assolutamente “fondamentale” per la maggioranza consiliare, perché tanto è bastato per respingere l’ordine del giorno in blocco. La maggioranza si è poi approvata una sua Risoluzione già preordinata da tempo. Da questa risoluzione risulta espunto ogni riferimento all’atteggiamento contrario alle linee guida ministeriali assunto dalla Regione Marche. Risulta inoltre assente ogni riferimento al fatto che presso l’ospedale di Jesi tutti i medici sono obiettori, ostacolando in questo modo l’accesso al IVG delle donne di Jesi e Vallesina. In questa risoluzione, peraltro, l’emendamento assolutamente indispensabile… non c’è! È evidente che il motivo per cui l’Odg è stato respinto sta tutto nelle osservazioni critiche che conteneva nei confronti del comportamento delle autorità regionali e del reparto di ginecologia ed ostetricia dell’Ospedale Carlo Urbani».

(*) RISOLUZIONE APPROVATA DAL CONSIGLIO COMUNALE
Richiamata la legge 194/978 “Norme per la tutela sociale della maternità ed sull’interruzione volontaria di gravidanza”, e lette le Linee guida sulle modalità di utilizzo del farmaco RU- 486, e le relative procedure;
TENUTO CONTO CHE
«Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio» (L. 194/1978, art. 1, comma 1); ribadisce la validità della normativa citata anche nella parte della interruzione volontaria con metodo farmacologico presso strutture ambulatoriali pubbliche adeguatamente attrezzate, funzionalmente collegate all’ospedale ed autorizzate dalla Regione, nonché consultori, oppure in day hospital, secondo le più aggiornate linee guida del Ministero della Salute;
CHIEDE
alla Regione Marche di effettuare in tempi rapidi la preannunciata verifica di compatibilità tra le linee del Ministero della Salute del 12/08/2020, così aggiornate rispetto a quelle del 24/06/2010, e la legge 194, nella parte relativa alla somministrazione della pillola abortiva RU486 in regime di assistenza sanitaria ambulatoriale, in consultori o in day hospital, come peraltro recentemente accaduto nella Regione Lazio;
CHIEDE ALTRESì
alla Regione Marche di non procedere “medio-tempore”, ed in attesa della suaccennata verifica, ad alcuna sospensione del servizio, così previsto dalle modalità dalle Linee guida del 12 agosto 2021;
CHIEDE INFINE
alla Regione Marche ed all’ASUR di potenziare i consultori pubblici, anche assumendo un maggior numero di personale specializzato e di concretizzare e/o alimentare finalmente reti territoriali di supporto, anche garantendo la contraccezione gratuita a tutti e tutte, ed assicurando la piena applicazione della 194 in ogni struttura ospedaliera e di consultorio.

(**) ODG SANTARELLI-MARGUCCIO