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Jesi

Jesi, colto da infarto improvviso: un vigile del fuoco fuori servizio gli salva la vita

Provvidenziale l’intervento di Roberto Mazzarini, che ha praticato massaggio cardiaco e respirazione artificiale al 48enne Dante Torcoletti. «Non ho parole per esprimere la mia gratitudine»

Dante Torcoletti

JESI – Un infarto improvviso, senza alcun segnale premonitore. Dante Torcoletti, 48 anni, si trovava al circolo di via delle Nazioni con alcuni amici quando è crollato a terra battendo violentemente la testa. I conoscenti hanno capito subito la gravità della situazione. Fra di loro, anche Roberto Mazzarini, un vigile del fuoco fuori servizio, che non ci ha pensato due volte e, grazie alle competenze acquisite sul campo e alla formazione di primo soccorso, lo ha letteralmente strappato alla morte.

«Sarebbe sicuramente morto, o nella migliore delle ipotesi avrebbe avuto terribili conseguenze neurologiche se non fosse stato per l’intervento di quella persona che si trovava casualmente presente», racconta Marco Torcoletti, fratello del 48enne colpito da infarto. Il vigile del fuoco ha chiamato rapidamente il 118 e, resosi conto che c’era pochissimo tempo da perdere, ha iniziato il massaggio cardiaco. Senza esitazione alcuna, ha proceduto quindi con la respirazione artificiale, nonostante il covid. Di lì a poco sono arrivati i sanitari che hanno defibrillato Dante Torcoletti in ambulanza, per poi caricarlo sull’eliambulanza Icaro che lo ha trasportato all’ospedale di Torrette.

Dante Torcoletti

«Ci sono voluti alcuni giorni di terapia intensiva, sedato e intubato, ma Dante si è ripreso e se ora sta bene è grazie a Roberto – le parole del fratello -. Credo che questa sia una storia importante che potrebbe sensibilizzare molti sul tema delle morti improvvise da arresto cardiaco e sulla importanza della prevenzione e della formazione».

«Non ho parole per esprimere la gratitudine che provo per Roberto, che non vedo l’ora di incontrare, e per il personale medico ed infermieristico che mi ha assistito – dice Dante Torcoletti, ora in fase di ripresa in ospedale -. Ed anche per gli amici che erano presenti ed hanno dato il loro contributo e per tutti quelli che si sono interessati del mio stato di salute. Ringrazio Roberto come uomo e come vigile del fuoco. Credo che questa storia a lieto fine debba spingerci tutti a riflettere sull’importanza della prevenzione e della formazione. Cose che possono fare, e nel mio caso lo hanno fatto, la differenza tra la vita e la morte».

Ricorda quei momenti Roberto Mazzarini, il vigile del fuoco eroe. «Ero al circolo sabato 3 luglio, stavo leggendo il giornale – racconta -. All’improvviso, Dante si è sentito male. Pensavo fosse un malore. Ho chiamato subito l’ambulanza e mi sono avvicinato per capire cosa fosse successo. Immediatamente, mi sono accorto che la situazione era ben più grave. Non era un semplice svenimento. Dante era a terra, non respirava, e il battito carotideo era completamente assente. Ho verificato il cavo orale, che era libero. Un momento di smarrimento, poi ho iniziato il massaggio cardiaco. Nonostante fosse facoltativa la respirazione artificiale, causa covid, ho ritenuto imprescindibile eseguirla. In quel momento c’è stata una rinascita. Non era ancora cosciente, ma dava finalmente segni di vita. Il cuore aveva ripreso a battere. Ho continuato fino all’arrivo dell’ambulanza, che ci ha messo una decina di minuti, e anche dopo. Dottore e infermieri hanno proceduto con adrenalina e defibrillatore, mentre continuavo a eseguire il massaggio cardiaco, in tutto ho fatto quattro cicli da trenta. Dante aveva anche battuto la testa e c’era del sangue. È stato quindi caricato in ambulanza. Fortunatamente, si è concluso tutto bene, sono davvero molto contento. Si temevano danni cerebrali, ma ho provato a rassicurare i familiari, sapendo di essere intervenuto entro cinque minuti dall’infarto. Ho fatto solo il mio dovere. Ci tengo pertanto a sensibilizzare sul primo soccorso, tutti dovrebbero seguire un corso. Questa vicenda si è conclusa bene grazie alla formazione che ho ricevuto. Personalmente, non vedo l’ora di riabbracciare Dante e bere una birra insieme».