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Jesi

Illustrazione “razzista” a scuola, editore di Monte San Vito nella bufera

La Raffaello, da anni in tutta Italia con pubblicazioni per il mondo dell’educazione, si scusa e modifica. Gli attacchi del web e il punto di vista delle autrici: «Forse ingenue ma è la realtà, senza stereotipi, che vedono i bambini»

L'illustrazione "incriminata"

JESI – A scatenare la bufera, l’illustrazione a pagina 4 del libro “Le avventure di Leo”, sussidiario rivolto ai bambini della classe seconda della scuola primaria. Vi vengono raffigurati dei bambini che esprimono i propri propositi per il ritorno in classe dopo l’estate. E così c’è una bimba bionda che vorrebbe “fare tanti disegni con i pennarelli”, mentre un maschietto coi cappelli rossi pensa ad “andare sempre in giardino per fare ricreazione”. Ma è quel fumetto che esce dalle labbra di un bimbo di colore che ha fatto indignare: “Quest’anno io vuole imparare italiano bene”. Come nei più datati ritratti e stereotipi razzisti e forse superato persino sotto questo profilo, secondo chi attacca con forza tale rappresentazione. Per le autrici del libro invece, a loro volta insegnanti, una maniera di ritrarre- forse peccando di ingenuità – quella che è l’effettiva realtà quotidiana delle scuole italiane agli occhi dei bambini ai quali quel testo è rivolto, lontana da ogni volontà di offendere.

Fatto sta che, a seguito del vespaio di attacchi e proteste suscitato dall’illustrazione, il Gruppo Editoriale Raffaello di Monte San Vito editore del testo – una delle eccellenze del nostro territorio, da anni presente in tutta Italia con le sue pubblicazioni rivolte ai più giovani e al mondo dell’educazione e della scuola- ha dovuto scusarsi precisando che «il libro in questione è un progetto di oltre seicento pagine e il messaggio veicolato è di totale inclusione. Abbiamo già provveduto a modificare la pagina, subito disponibile per chi utilizza il testo in questo anno scolastico. Ovviamente il libro, in fase di ristampa, sarà modificato».

L’illustrazione “incriminata”

GLI ATTACCHI

Su web e social la pagina incriminata è stata prima riportata e stigmatizzata da una insegnante di una scuola milanese e poi ripubblicata, attaccandola, da tanti. Fra questi l’associazione no profit “Educare alle differenze”, che l’ha così commentata: «Ancora una segnalazione sui libri di testo. Libro di seconda elementare. Un libro che entra in classi interculturali in cui bambine e bambini nati e cresciuti in Italia hanno colori diversi, famiglie miste, adottive, genitori che provengono da altri paesi ma vivono qui da anni o che sono a loro volta nati e cresciuti qui. Ma anche bambini arrivati da poco che portano con sé le loro culture d’origine e che costruiscono in quelle classi nuove identità meticce fatte di incontri e reciproche contaminazioni. Bambini che continuiamo attraverso rappresentazioni come questa ad additare come stranieri, come altro rispetto a una presunta normalità italica e a scimmiottare con un linguaggio imbarazzante che sembra preso da un pessimo film degli anni Trenta».

L’EDITORE

L’editore Raffaello, inaspettatamente al centro della bufera, è presto intervenuto dicendo: «Gentili genitori e docenti, è con grande rammarico che scriviamo questa comunicazione, in merito ad una segnalazione che ci è pervenuta e che ha riscosso molto clamore mediatico. Il Gruppo Editoriale Raffaello è da sempre molto attento a tematiche quali l’inclusione, l’interculturalità e l’ascolto delle esigenze dei bambini e dei genitori. Questi sono i valori che orientano il lavoro delle nostre redazioni, dei nostri collaboratori e degli esperti che ci affiancano, sempre portato avanti con la massima cura, dedizione e passione. I tantissimi docenti e le famiglie che utilizzano da anni i nostri testi possono confermarlo. In molteplici occasioni siamo stati portati ad esempio per aver promosso nei nostri libri di testo temi come la parità di genere e l’integrazione multiculturale. Ci scusiamo per l’illustrazione oggetto di molte critiche, che ha urtato la sensibilità e offeso, non era certamente nostra intenzione». Quindi l’immediato annuncio della modifica.

La pagina al centro degli attacchi sul web dopo la modifica

LE AUTRICI

Ma il Gruppo Editoriale ha anche voluto dare spazio al punto di vista espresso da Alessandra Venturelli, Maila Focante, Tiziana Bernabé e Carolina Altamore, le autrici del libro “Le avventure di Leo”.

«Apprendiamo con dispiacere le polemiche che stanno accendendosi attorno al libro di antologia – scrivono le quattro- Se la pagina in questione ha suscitato tali reazioni, non possiamo che dispiacercene e conseguentemente chiedere scusa. La nostra risposta, ora, è data con la voce delle insegnanti, più che quella delle autrici. Come insegnanti abbiamo lavorato e lavoriamo nella scuola italiana da anni. In una realtà, quella dell’Emilia-Romagna, ricca di immigrazione e ricchezza multiculturale. Nelle nostre aule convivono positivamente tante culture diverse, alcuni bambini sono immigrati di seconda generazione, sempre di più oramai, altri sono di prima generazione e alcuni di questi appena arrivati dal loro Paese di origine».

Quindi la spiegazione: «La pagina, e la vignetta, viste con gli occhi di un bambino, rappresentano una delle tante situazioni con cui abbiamo a che fare quotidianamente: un bimbo da poco arrivato in Italia, quale desiderio può avere più grande di quello di imparare in fretta la lingua per poter comprendere quello che lo circonda e per poter comunicare e giocare con i nuovi amici? È un piccolo e semplice dato di fatto. Chi si trova in una situazione di difficoltà (e proviamo a chiedere loro quanto grande possa essere questa difficoltà), ha il solo desiderio di superarla e di tornare a vivere in pienezza; così, chi non conosce una lingua desidera impararla per poter interagire con gli altri. Vediamo tutti i giorni sui visi dei nostri bimbi questi desideri, la fatica di cogliere qualsiasi messaggio, la motivazione a farcela per essere accolti nel gruppo al pari degli altri bambini, e intanto si esprimono come riescono, con difficoltà, a volte anche come recita testualmente la vignetta. E questo nella realtà scolastica quotidiana non fa indignare, non ci fa pensare ai cliché, quelli sì stereotipati di film e programmi di anni fa sullo “straniero”. Perché sentire un bambino ucraino, cinese o rumeno, oltre che di colore, che parla in modo stentato in quanto non conosce bene la lingua non fa nessuna differenza. E i bambini per fortuna non hanno stereotipi».

Proseguono le autrici: «Questa è solo la piccola, tenera realtà di tante classi, dove ci sono ormai condivisioni di tante diversità: è vero sempre più alunni di origini straniere sono perfettamente integrati e anche più competenti di tanti coetanei, ma esistono ancora i nuovi arrivi, le fatiche di chi vede cambiare tutto e tutti attorno a sé, e desidera solo farcela. Il progetto “Le avventure di Leo” nel suo insieme contiene grande attenzione a tutte le diversità. Ma soprattutto lavora con l’applicazione di due metodi molto particolari, uno per quanto riguarda il gesto grafico e l’apprendimento della scrittura, l’altro per l’acquisizione della strumentalità di base della letto-scrittura; è nato proprio per venire incontro alle esigenze di quei bambini con più difficoltà, per recuperare mancati apprendimenti e per prevenire le difficoltà scolastiche, limitando il ricorso alle strategie dispensative e compensative per bambini con BES e DSA. Forse abbiamo peccato di ingenuità nel descrivere realisticamente quello che ogni giorno osserviamo nella realtà scolastica, ma certamente l’intento della vignetta incriminata non aveva l’intenzione di essere razzista, bensì al contrario di esprimere il desiderio ardente di un bambino di padroneggiare la lingua, perché si sforza di comunicare e di integrarsi in una nuova realtà. Di sicuro non mancherà nei prossimi giorni occasione per ragionare con la Raffaello Libri dell’accaduto in maniera calma e costruttiva perché episodi del genere non si ripetano più».

In merito, l’editore torna sul tema: «Il Gruppo Editoriale Raffaello si fa carico delle sue responsabilità, comprendendo sia il pensiero delle autrici sopra espresso, sia raccogliendo umilmente le tante manifestazioni di indignazione suscitate. Per questo ha provveduto a correggere la pagina segnalata e provvederà a stretto giro a inviare a tutti i docenti interessati e alle famiglie in possesso del volume un file in formato pdf stampabile a sostituzione della stessa. Per eventuali ristampe future apporterà le opportune modifiche. La versione digitale del testo è già stata modificata. In seno alla casa editrice non mancherà occasione, nei prossimi giorni, di riflettere seriamente sull’accaduto con i tanti autori e professionisti della scuola che da anni collaborano con noi».

La sede del Gruppo Editoriale Raffaello
La sede del Gruppo Editoriale Raffaello