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Jesi

Il noto tenore Giorgio Merighi sarà trasformato in diamante

Le ceneri di cremazione dell'artista di fama internazionale, che si è spento a Jesi il 12 gennaio scorso, saranno elaborate in Svizzera. A darne l'annuncio la moglie Elena Cervigni

Il noto tenore Giorgio Merighi all'Arena Sferisterio di Macerata
Il noto tenore Giorgio Merighi all'Arena Sferisterio di Macerata

SVIZZERA – L’urna con le ceneri di Giorgio Merighi è stata accompagnata oggi, 4 febbraio, a Domat/Ems, nel cantone dei Grigioni, nei laboratori della società Algordanza. Qui, grazie a un procedimento chimico e fisico complesso, dalle ceneri sarà estratto e trasformato il carbonio che diventerà un Diamante della Memoria.

Alla presenza del fondatore della casa madre svizzera Rinaldo Willy e della responsabile della filiale italiana Christina Sponza, la moglie di Merighi, Elena Cervigni, ha raccontato – con commozione e al contempo con la serenità di chi sta compiendo una scelta ponderata e rispettosa delle volontà del proprio coniuge – il percorso che ha condotto a questa decisione.

«Mio marito – ricorda la signora Cervigni – era venuto a conoscenza di questa possibilità una decina di anni fa (la malattia era ancora lontana).
Da grande uomo di teatro, brillante e ironico, aveva esclamato con entusiasmo “Io mi sento un diamante!”. Giorgio Merighi ha sempre affrontato la vita con gioiosità e consapevole leggerezza; con lo stesso spirito si è posto rispetto all’Atrofia Multisistemica (malattia neurodegenerativa rara). Così la volontà di essere trasformato in diamante si è progressivamente radicata nel suo pensiero tanto da parlarne spesso con amici e conoscenti, fino al punto da scriverlo nel suo testamento biologico».

Il noto tenore Giorgio Merighi in Un ballo in maschera, Teatro alla Scala, 1972
Il noto tenore Giorgio Merighi in Un ballo in maschera, Teatro alla Scala, 1972

«Giorgio – prosegue Elena Cervigni – ha continuato a giocare con la vita fino a venti giorni prima di morire. Avevamo riflettuto assieme sull’opportunità di essere sepolto nella tomba di famiglia, in un piccolo cimitero della campagna emiliana (Denore di Ferrara) che però, trovandosi a troppi chilometri di distanza da Jesi, città in cui abbiamo vissuto per 18 anni, sarebbe stato difficilmente raggiungibile con regolarità. Il diamante mi consentirà di avere sempre con me un ricordo tangibile di mio marito. Sono consapevole che lui fisicamente non c’è più, non è nelle ceneri e non sarà nel diamante, però con questa gemma darò luce e forma alla sua memoria e al nostro amore. Con le nostre fedi nuziali verrà realizzata la montatura del Diamante della Memoria».

«Il processo di creazione dura circa sei mesi e quello che ne risulta è un diamante a tutti gli effetti, ottenuto replicando in laboratorio le condizioni di temperatura e pressione che portano alla formazione dei diamanti in natura. Come nel caso di tutti i nostri diamanti – puntualizza Rinaldo Willy – anche questo brillerà con proprie sfumature di bianco o di blu».