“Il colore del sole”, il matrimonio tra polifonia antica e modernità si celebra al Pergolesi

Domani sera al Massimo jesino va in scena il diario di Caravaggio in musica. Una prima esecuzione tratta dall’omonimo romanzo di Andrea Camilleri, con la musica di Lucio Gregoretti, la direzione di Gabriele Bonolis e la regia di Cristian Taraborrelli

Da sinistra il regista Taraborrelli, l'attore Odierna, il direttore artistico De Vivo e il compositore Gregoretti

JESI – La sorpresa più bella di questo Festival dedicato alla creatività. Così il direttore artistico della Fondazione Pergolesi Spontini, Vincenzo De Vivo, ha presentato l’opera che andrà in scena domani sera, or 21, al Teatro Pergolesi di Jesi nell’ambito del XVII Festival Pergolesi Spontini dedicato al Falso d’autore. 

«”Il colore del sole” – spiega De Vivo – sarà una prima esecuzione assoluta. Il falso diario di Caravaggio che Andrea Camilleri dichiara di aver avuto tra le mani è stato da stimolo per il compositore Lucio Gregoretti che al fascino del libro ha unito le suggestioni della polifonia antica».

Per il compositore è stato un lavoro appassionante: «Ho giocato con la musica del Cinquecento e inserito dei tratti di modernità, l’inganno quindi non è solo di Camilleri: pur trattandosi di una musica nuova, infatti, la scrittura musicale del coro farà riferimento a moduli antichi richiamando la musica dell’epoca come il testo di Camilleri richiama il linguaggio dell’epoca – evidenzia Gregoretti -. Il risultato è che ci appassioniamo a Caravaggio e finiamo per crederci davvero. A colpirmi di questo personaggio è la sua doppia veste di grandissimo artista e di assassino, finito in carcere più volte, frequentatore di prostitute».

Il falso diario infatti, racconta il periodo più burrascoso della vita del pittore, vissuto tra Malta, Napoli e la Sicilia tra il 1606 e il 1608. Direttore dell’opera è Gabriele Bonolis sul podio dell’Ensemble Roma Sinfonietta; regia, scene, costumi sono di Cristian Taraborrelli. Il nuovo allestimento della Fondazione Pergolesi Spontini è realizzato in coproduzione con il Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena. L’organico dell’opera è costituito da un attore, da un doppio coro di voci soliste che amplifica l’umanità tormentata di Caravaggio. I video sono curati da Fabio Massimo Iaquone, vecchia conoscenza del Festival cui partecipò alla prima edizione.

Renzo Ran e Daniele Adriani

 Nel cast, figurano l’attore Massimo Odierna, ed un gruppo di giovani cantanti: Cristina Neri, Anastasia Pirogova, Daniele Adriani che fu Gastone ne La Traviata lo scorso febbraio al Pergolesi, Matheus Drozda, Claudia Nicole Calabrese, Natsuko Kita, Jaime Canto Navarro, Carlo Feola e Renzo Ran cinese che canterà in arabo. Nei panni di Caravaggio, Massimo Odierna che per la tv è stato Michelangelo su Sky Arte: «Un’esperienza totalizzate che unisce musica, cinema e teatro».

Massimo Odierna

Regia, scene e drammaturgia sono di Cristian Taborrelli: «E’ stato un lavoro importante che ha richiesto la fusione di tre percorsi: il libro, la musica e la regia. I falsi accadimenti diventano poeticamente autentici». La messa in scena prende il via con la video intervista a Camilleri firmata da Lucio Gregoretti, il padre del compositore, nel quale lo scrittore siciliano racconta come è venuto a contatto con il diario autografo di Michelangelo Merisi da Caravaggio. Per questa prima mondiale saranno presenti i membri del consiglio di presidenza dell’Atit Associazione Teatri italiani di Tradizione: l’occasione, oltre assistere all’opera, sarà anche quella di riflettere sulla riforma e l’approvazione della nuova legge sullo spettacolo dal vivo.