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Jesi

Ictus, come riconoscerlo e sconfiggerlo: a Jesi il focus sui sintomi da non sottovalutare

L'appuntamento di prevenzione e sensibilizzazione voluto dall'Asur sarà a Palazzo Pianetti, ingresso libero (obbligo di green pass). Il dottor Alesi, primario di Neurologia all'Urbani: «Fattore tempo cruciale». I numeri della Stroke Unit

Da sinistra l'assessora alla sanità del Comune di Jesi Marialuisa Quaglieri e il primario della Neurologia del Carlo Urbani dottor Claudio Alesi

JESI – Ictus: come riconoscerlo, come sconfiggerlo. Consentendo di intervenire in maniera tempestiva ed efficace una volta individuati, e non sottovalutati, i sintomi. Se ne parlerà domani 21 ottobre alle 17 a Jesi Palazzo Pianetti, in un incontro pubblico a cura dell’Area Vasta 2 dell’Asur.

È il dottor Claudio Alesi, primario di Neurologia dell’ospedale Carlo Urbani di Jesi, a spiegare: «L’ictus è patologia tempo dipendente, di cui troppo spesso i sintomi si sottovalutano, a differenza di quanto accade ad esempio quando si sospettano problemi cardiaci. Eppure troppo importante è capire e fare celermente ricorso alle cure: nei casi di ictus ischemici, un trattamento di trombolisi endovenosa fatto per tempo salva la vita e può riuscire a contenere le conseguenze, anche in termini di disabilità, dell’evento. In questo è tradizionalmente all’avanguardia il lavoro svolto dalla Stroke Unit, prima delle Marche, del Carlo Urbani».

Nella stroke unit del Carlo Urbani sono stati 226 i ricoveri, di cui 178 ischemici e 46 di questi sottoposti a trattamento endovenoso, nel 2019. Nel 2020 si è passati, in piena pandemia, a 190 ricoveri, di cui 147 ischemici per il 32% trattati con trombolisi endovenosa. Ad agosto 2021, su 120 ricoveri, 31 i trattamenti endovenosi.

Attenzione, spiega Alesi, a «disturbi improvvisi nel linguaggio, nella sensibilità degli arti e nella manualità. Segnali da non sottovalutare, data l’importanza del ricorrere celermente alle cure. In media ci sono a disposizione per intervenire in maniera efficace 4 ore e mezzo, il paziente prima di due ore, due ore e mezzo non si rivolge all’ospedale. A noi resta spesso appena un’ora per fare tutto ciò che serve». Sottolinea anche l’assessora alla sanità Marialuisa Quaglieri: «Riconoscere subito i campanelli d’allarme è fondamentale, la Stroke Unit dell’ospedale di Jesi è da sempre una realtà in prima fila nel trattamento di queste emergenze».

L’iniziativa ha lo scopo d’informare con un linguaggio fruibile a tutti, l’impatto che l’ictus ha sulla popolazione generale e dunque sulla sanità pubblica. «Un percorso di sensibilizzazione e prevenzione iniziato prima del Covid e poi interrotto, che riprendiamo» spiega Alesi.

Sarà il dottor Alesi, Direttore UOC Neurologia Jesi AV2, a intervenire con un excursus sull’epidemiologia dell’ictus e l’esperienza del nostro territorio. A seguire il dottor Emanuele Medici, Direttore UOS Stroke Unit Neurologia Jesi AV2, tratterà sintomatologia e classificazione dell’ictus-differenziazione tra ictus ischemico ed emorragico-rete ictus (pdta)-terapia.

Ingresso libero con obbligo di green pass, il pubblico potrà avanzare domande e richiedere chiarimenti.