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Jesi

Jesi, alle Giuseppine prende forma l’eredità di Daniela Cesarini. «La scelta giusta, anche per chi è in carrozzina»

Presentato da amministrazione, impresa, Asp, familiari ed esecutore testamentario dell'ex assessora ai servizi sociali il progetto di recupero avviato sull'immobile di piazza Pergolesi

I lavori in corso alle Giuseppine

JESI – In 277 metri quadrati al piano terra la struttura per persone con disabilità voluta dall’ex assessora ai servizi sociali Daniela Cesarini che, scomparsa nel 2013, nominò a tale scopo il Comune di Jesi suo erede universale. Ai piani superiori undici appartamenti privati. Un doppio passaggio pubblico sempre aperto – uno con accesso da un portone dell’immobile su Piazza Pergolesi, l’altro sul lato opposto – per poter fruire della vista delle absidi di San Nicolò. Il recupero del complesso ex Giuseppine di Piazza Pergolesi è partito prima di Natale ed è stato presentato in Comune dal sindaco Massimo Bacci, dagli assessori Marialuisa Quaglieri e Roberto Renzi, da presidente e direttore dell’Asp Matteo Marasca e Franco Pesaresi, da Marco Spendolini della Apotema Costruzioni, comproprietaria privata dell’immobile e realizzatrice dell’intervento. E poi dai cugini di Daniela Cesarini, Sandra Cesarini e Enrico Filonzi, quest’ultimo esecutore testamentario.

Al tavolo Sandra Cesarini, Enrico Filonzi, Marialuisa Quaglieri, Massimo Bacci, Roberto Renzi, Matteo Marasca e Franco Pesaresi

Fra le precisazioni importanti, una sui costi: mezzo milione di euro dell’eredità Cesarini, che aveva fruttato circa un milione, andrà alla struttura per disabili (i locali sono stati acquisiti per 138 mila e 500 euro). Il resto dell’eredità sarà impiegato, ha detto Bacci, per l’abbattimento delle barriere architettoniche. L’altra su quale tipo di ospiti potrà fruire, ha spiegato Pesaresi, di quella che sarà una «comunità alloggio per persone con lieve disabilità, maggiorenni, prive di validi riferimenti familiari, con una buona autonomia tale da non richiedere la presenza continuativa di assistenza». Fra i cinque utenti «anche persone in carrozzina» chiariscono Renzi e Pesaresi. Dice in merito Filonzi: «Nel testamento da nessuna parte si parla di cinque ospiti in carrozzina o si specifica la tipologia di disabilità».

Prosegue Filonzi: «Scelta giusta le Giuseppine, più che centrale, come voleva Daniela. Su quella inizialmente indicata delle Clarisse di San Marco ero sempre stato scettico. Siamo stati coinvolti anche come famiglie in polemiche di cui non c’era bisogno. Voglio sottolineare come Daniela, che del sindaco Bacci era stata avversaria in campagna elettorale come candidata sindaco a sua volta, abbia voluto affidare al Comune la realizzazione delle sue volontà». Dice Bacci: «La Cesarini volle incontrarmi pochi mesi prima della sua scomparsa e mi disse cose di cui poi ho capito il perché. Attestato di stima enorme il suo, abbiamo fatto di tutto per concretizzarne le volontà».

Il render del recupero delle Giuseppine

Spiega Spendolini: «Dai 16 ai 18 mesi per i lavori. Rifaremo solai e fondazioni, rinforzeremo le murature portanti con un miglioramento sismico dell’intera struttura. Impianti tecnologici all’avanguardia all’interno, l’intervento su facciate e stucchi ridarà dignità alla piazza. Stiamo ora procedendo agli abbattimenti per liberare alla vista le absidi. Il passaggio dal lato del vicolo sarà stretto ma poi più ampio lo spazio interno. Dalla parte della piazza, resterà sempre aperto il portone, dato che quello di accesso vero e proprio agli appartamenti sarà un secondo, più arretrato». Dice Renzi: «All’impresa abbiamo ovviamente chiesto di dare priorità ai lavori per la struttura Cesarini. Quell’edificio e la piazza meritavano una riqualificazione».

Qualche mese fa le Giuseppine, con un’altra proprietà, erano finite all’asta giudiziaria, da cui poi erano state ritirate. La prima amministrazione Bacci fermò, dieci anni fa, un altro piano di recupero insieme alla Soprintendenza, perché non era consentita la realizzazione di residenze permanenti. «È cambiata rispetto ad allora la finalità dell’intervento– dice Bacci- quando siamo arrivati abbiamo fermato procedure che non erano corrette, tanto che portarono noi e il privato ad un contenzioso fino al Consiglio di Stato».

La casa Cesarini, dice Pesaresi, sarà come tipologia l’unica nell’Ambito. Evidenzia Quaglieri: «Abbiamo già quattro appartamenti per l’autonomia abitativa di persone con disabilità, questa avrà caratteristiche leggermente diverse ma completa l’offerta di servizi sul territorio». Per Marasca: «Saremo onorati di gestire questa struttura nel segno di una figura che manca tanto alla città, con le sue battaglie come Daniela Cesarini».