Gestione rifiuti, il Pd: «Bacci dica se la vuole pubblica o privata»

Giovedì l'assemblea Ata che dovrebbe varare il passaggio a un unico gestore provinciale per la raccolta. Contraria l'amministrazione di Jesi a procedere senza prima un piano d'ambito, l'opposizione all'attacco

Cassonetti raccolta differenziata rifiuti

JESI – «A pochi giorni dall’assemblea Ata che deciderà sull’affidamento del servizio rifiuti, occorre che il Sindaco di Jesi dica chiaramente ai cittadini e ai dipendenti di Jesiservizi quale scelta intende compiere. Una gestione pubblica costruita assieme agli altri Comuni della provincia o la sua privatizzazione completa?».

È il gruppo consiliare del Partito Democratico a rivolgersi così al sindaco Massimo Bacci. Giovedì prossimo la riunione dell’Ata che potrebbe varare l’affidamento “in house” alla multiutility Multiservizi ed Ecofon. Un passaggio che fa i conti con le perplessità dell’amministrazione comunale di Jesi. «Restiamo contrari all’affidamento in house senza prima un piano d’ambito- ha ancora detto di recente Bacci- ma verrà probabilmente deciso a maggioranza dall’assemblea Ata. Parliamo di un appalto di 2mila miliardi di vecchie lire, probabilmente il più grande della Provincia dei prossimi anni e non credo sia il massimo votarlo senza un’ampia condivisione». Ma il Pd non ci sta.

«A parole- dicono i dem- sembra che il Sindaco voglia un affidamento in house. Quanto invece messo in atto, porta al suo esatto contrario. Preme per altro evidenziare che, per ciò che riguarda la correttezza del percorso intrapreso dall’Ata, anche l’ultimo nodo sospeso è stato sciolto. Il Revisore Unico ha espresso parere favorevole. Pertanto, ad oggi, alla luce di tutti gli elementi, la correttezza dell’affidamento in house, alle condizioni date, è un dato non più contestabile. Così come non è contestabile che tale soluzione garantisce investimenti ed occupazione per tutto il nostro territorio».

La vicenda tiene col fiato sospeso i lavoratori del settore (600 in provincia, 58 quelli di JesiServizi) che temono, in caso di slittamento del passaggio in house a un soggetto comunque pubblico, che la gestione finisca poi per dover essere affidata tramite gara d’appalto, con la certezza pressoché scontata a quel punto che il servizio finisca in mani private. Ma secondo l’amministrazione comunale di Jesi: «In discussione non è l’obiettivo di un affidamento in house a un gestore comunque pubblico, che condividiamo, ma il percorso attraverso cui arrivarci. Serve prima un piano d’ambito chiaro e verificare che ci siano gli elementi per procedere, a tutela della regolarità dell’iter e a scanso di possibili future impugnazioni».

Non è così però per il Pd jesino, che nella contrarietà di Bacci vede «Solo ragioni politiche quindi, non tecniche, che possono portare ad una scelta diversa. Compia pertanto il Sindaco Bacci la sua scelta politica. Il Pd di Jesi lo invita a sostenere con determinazione il percorso che porta ad una gestione pubblica del servizio rifiuti. Determinazione che ha peraltro mostrato in altre situazioni. Su tutte, la privatizzazione delle mense scolastiche e il mantenimento della Torre Erap. Circostanze rispetto alle quali ha proceduto e procede, senza timore alcuno di impugnazioni, anche in presenza di pubblico dissenso e lettere di diffida».