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Jesi

Jesi, prove di futuro per il museo Stupor Mundi. Selezionati i gestori

L'amministrazione ha individuato la start-up che si occuperà di rilanciare il contenitore culturale di piazza Federico II dedicato all'imperatore svevo

Il museo Stupor Mundi

JESI – Rilancio del museo multimediale Stupor Mundi, individuati i giovani che lo gestiranno. La commissione di gara chiamata a valutare le proposte di valorizzazione del contenitore culturale dedicato a Federico II, ha approvato l’idea lanciata da tre giovani del territorio: Fabrizio Renzi, Lucia Basili e Giulia Leonardi. La procedura selettiva è stata pertanto aggiudicata al team RNB4Culture di Montecarotto, la start-up costituita dai tre autori del progetto.

Ora vi saranno dei passaggi burocratici da rispettare prima di poter formalmente riaccendere i motori del museo di piazza Federico II, che necessita di idee e inventiva per ripartire, soprattutto a seguito dell’emergenza Coronavirus (problematica comune al mondo della cultura). I potenziali nuovi gestori intendono introdurre e sviluppare prodotti, processi e servizi migliorativi rispetto all’attuale andamento, realizzando e promuovendo nuove aree di affari sinergiche con le attività dello Stupor Mundi, la funzionalizzazione dei beni culturali e la fruibilità per l’utenza.

L’ingresso al Museo Federico II Stupor Mundi

Il Comune, proprietario dello Stupor Mundi dallo scorso novembre, garantirà otto anni di gestione ma per i soli primi tre anni un contributo annuale di 150 mila euro. Fra i criteri considerati per individuare la start-up, il carattere innovativo dell’iniziativa proposta, la sostenibilità economica e finanziaria del progetto imprenditoriale (autofinanziamento e capacità di intercettare risorse aggiuntive), le prospettive di mercato del Museo Federico II connesse all’ottimizzazione del suo posizionamento, al miglioramento della sua capacità attrattiva e al potenziale impulso ai flussi turistici. Valorizzate inoltre la capacità del progetto di generare occupazione e sviluppo, le proposte di innovazione tecnologica rispetto alla situazione attuale, la capacità di sviluppare sinergie con la rete museale comunale e di instaurare rapporti di collaborazione con la Fondazione Federico II Hohenstaufen, il Museo diocesano, l’Istituto Marchigiano di Enogastronomia.

Fra i requisiti richiesti, un’età al di sotto dei 35 anni e la residenza nelle Marche per il proponente o almeno i due terzi della squadra presentatrice del progetto. Doveva essere dichiarato inoltre «l’impegno a garantire, qualora la propria proposta dovesse risultare vincitrice, l’insediamento e la permanenza della startup nel territorio del Comune di Jesi, assicurando il presidio degli spazi messi a disposizione dall’Amministrazione per le attività oggetto dell’avviso».