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Jesi

Jesi, il funerale di Alfiero Latini: il saluto del mondo dello sport al re del basket

Tanta gente e commozione al funerale del re del basket jesino, imprenditore illuminato che ha regalato alla città di Jesi la vetta della massima serie

Il feretro di Alfiero Latini sul sagrato

JESI – Tanti fiori e quelle sciarpe con i colori societari che sono l’ultima carezza dei tifosi dell’Aurora basket, l’Avanguardia dei supporter gialloverdi e la sciarpa dei nuovi colori dell’Aurora. E una foto, poggiata sul feretro anche durante la camera ardente: l’ex sindaco Fabiano Belcecchi che consegnava ad Alfiero Latini una casacca della Sicc con il numero “1” e il nome “Latini” in occasione della festa di promozione in A1 al palaTriccoli. Così la città e il mondo dello sport hanno salutato oggi pomeriggio Latini l’uomo, lo sportivo, l’imprenditore, il sognatore.

Gremita la chiesa della Madonna del Divino Amore per i funerali, celebrati oggi pomeriggio, del re della pallacanestro jesina, mancato lunedì all’ospedale di Torrette a causa di una malattia. Ottant’anni e un grande cuore, ad Alfiero Latini è legato il sogno della serie A toccato dall’Aurora basket Jesi. E oggi, per l’ultimo saluto, tra commozione e riconoscenza, c’erano i dirigenti vecchi e nuovi di quelle realtà sportive che grazie al suo spirito imprenditoriale sono riuscite a fare il salto di qualità attestandosi a livelli agonistici di primo piano, poi l’ex capitano dell’Aurora Michele Maggioli e Gigio Gresta, allenatore della promozione in serie A1 nel 2004. Presenti Federico Tardioli e Antonio Gallucci che, insieme a Marco Liera, sono stati presidenti dell’Aurora basket negli anni in cui Latini è stato sponsor della squadra.

Questo suo grande coraggio, l’esserci sempre per gli altri, la disponibilità all’ascolto sono stati ricordati nell’omelia di don Giuseppe Quagliani, che ha parlato di coraggio da tirare fuori nei momenti difficili e del conforto della fede. Gli stessi cui lui stesso ha attinto nel momento critico del Covid che lo ha colpito lo scorso anno. Ha poi citato Sant’Agostino, ricordando le occasioni in cui ha avuto modo di incontrare Latini. «Il Signore ci sta sempre accanto – ha detto don Giuseppe – anche quando facciamo passare troppo tempo per ascoltarlo».

La cerimonia funebre, celebrata dal parroco don Paolo Ravasi, ha visto momenti di silenzio e di dignitosa commozione, una compostezza che caratterizza la famiglia Latini da sempre. Un semplice saluto, poche parole cariche di significato. «Grazie Signore per questo marito, padre, nonno straordinario che ci hai donato – hanno scritto i familiari –, grazie per questo uomo grande, per le tante capacità umane che gli hai concesso e che lui ha saputo mettere a frutto».

Un lungo applauso ha scandito l’uscita del feretro sul sagrato. Poi l’ultimo viaggio verso il cimitero comunale di Jesi, dove Latini riposerà. Grande commozione e tanti messaggi di solidarietà pervenuti in queste ore difficili alla moglie Rita, ai figli Gianluca e Francesca, la nuora Rossana, il genero Stefano, i nipoti e la sorella Maria Lorena.