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Jesi

Formazione e occupabilità femminile, Pd e Jesi in Comune elencano le cose da fare

Le consigliere Santarelli e Marguccio formalizzano un odg per impegnare la giunta e l’aula consiliare a porre in essere iniziative e azioni in favore delle donne

JESI – Favorire la formazione e l’occupabilità femminile, Emanuela Marguccio (Pd) e Agnese Santarelli (Jesi in Comune) presentano un odg (ordine del giorno), da mettere al voto giovedì 29 aprile, con proposte dettagliate e azioni concrete, rivolgendosi all’amministrazione Bacci e alla regione.

Le due oppositrici puntano a impegnare la giunta e il consiglio «a contrastare il Gender Pay Gap, a potenziare la rete dei servizi alle persone, a promuovere forme innovative di smart working e lavoro agile, ad assumere e pubblicizzare l’assunzione del bilancio di genere come strumento di pianificazione e misurazione dell’impatto di genere nelle politiche di programmazione di tutti i livelli istituzionali». Non solo. Le esponenti di minoranza chiedono di «esplicitare il tema della qualità del lavoro, l’obiettivo della tenuta dell’occupazione femminile e il contrasto delle discriminazioni di genere, acuite dalla crisi Covid 19, in tutti gli atti di indirizzo, nonché a introdurre in ogni possibile provvedimento o a potenziare, laddove già avviate, azioni di rafforzamento della qualità dell’occupazione femminile, delle infrastrutture sociali per la conciliazione, per l’autonomia e l’inserimento lavorativo delle donne, monitorando lo sviluppo delle forme innovative di smart working e lavoro agile, affinché non diventino ostative ai percorsi di carriera e miglioramento professionale». Senza dimenticare, ovviamente, il controllo delle discriminazioni e delle molestie.

Marguccio e Santarelli propongono inoltre di «individuare agevolazioni e premialità per le aziende che praticano le pari opportunità nella propria organizzazione e promuovono l’inserimento lavorativo di donne in carico a percorsi assistiti di uscita dalla violenza, e di incentivare azioni di contrasto alla povertà estrema attraverso progetti di reinserimento lavorativo per le donne in estremo disagio sociale».

Alla Regione, invece, viene chiesto di «assicurare che il 50% dei fondi del Recovery Fund siano distribuiti paritariamente sulle azioni che si rivolgono alla vita quotidiana di uomini e donne con particolare attenzione alla questione dell’occupazione femminile, nonché di garantire la parità qualificata di rappresentanza di genere nei livelli decisionali degli organismi pubblici che dovranno elaborare, promuovere e gestire politiche di spesa in ogni campo».