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Jesi

Fontana Morosetti, la maggioranza: «Il referendum avrebbe tolto voce ai cittadini»

La posizione di Jesiamo e Patto per Jesi: «Il nostro percorso corretto e democratico: l'opposizione si prenda la sue responsabilità e inizi a dire la verità»

Piazza della Repubblica

JESI – «Si sente bene, a Jesi, il rumore di qualcuno intento ad arrampicarsi sugli specchi. Si tratta delle opposizioni che stanno interpretando la bocciatura del referendum in maniera a dir poco assurda». Così i gruppi di maggioranza Jesiamo e Patto per Jesi dopo il respingimento della richiesta di referendum che era stata presentata da un gruppo di dieci firmatari contro le delibere di Giunta e Consiglio comunale che hanno accettato il lascito testamentario di Cassio Morosetti e e di conseguenza, avviato l’iter per assecondarne la volontà e ricollocare la fontana in Piazza della Repubblica.

«Il Comitato dei garanti – dicono i due gruppi di maggioranza– si è espresso per la non ammissibilità del referendum abrogativo relativo all’accettazione del lascito Morosetti. Nessuna esultanza e nessun entusiasmo da parte della maggioranza ma la semplice presa d’atto di come il percorso effettuato, e da noi sempre difeso, sia stato corretto e soprattutto democratico, questione messa in dubbio prima in Consiglio Comunale e poi con la costituzione del comitato referendario».

Jesiamo, Jesinsieme e Patto x Jesi

Secondo Jesiamo e Patto per Jesi: «Quello che voleva essere fatto passare come l’atto più partecipativo per la cittadinanza era in realtà il percorso più immediato per togliere voce ai cittadini stessi, dopo averla tolta alla democrazia rappresentativa (il consiglio comunale). I tempi tecnici per accettare il lascito sarebbero stati superati e, paradossalmente, nessuno avrebbe potuto più decidere nulla a differenza di quanto raccontato nella sceneggiatura di fantasia messa in piedi da certi oratori, intenti a cercare voti per il 2022». Nel caso il referendum fosse stato giudicato ammissibile, l’operazione si sarebbe dovuta fermare: con il voto non ci sarebbero più stati i margini per rispettare i tempi imposti da Cassio Morosetti col suo testamento. Ovvero, fontana funzionante in Piazza della Repubblica entro il 22 luglio prossimo o i due milioni andranno in beneficenza suddivisi fra Lega del Filo d’Oro di Osimo, Fondazione “Opera San Francesco per i poveri” e “Pane quotidiano” di Milano.

É sul voto delle future amministrative che si concentra la maggioranza. Secondo Jesiamo e Patto per Jesi, «ormai è chiaro, per le opposizioni questa non è stata una proposta di referendum sullo spostamento di una fontana ma una manovra politica che mirava a sostituire l’attuale Amministrazione e preparare il terreno per le prossime elezioni del 2022, soprattutto da PD e Jesi in Comune, ora uniti in una specie di test preventivo. Lo dimostra il fatto che delle delibere di Giunta e di Consiglio Comunale di cui si chiedeva l’abrogazione, è stata sempre e solo spiegata una piccola parte, quella che faceva più comodo. Nessuno o vaghi i riferimenti alle altre opere provenienti dal lascito Morosetti (Teatro Moriconi, Cisterna Romana, Centro Alzheimer, abbattimento delle barriere architettoniche e riqualificazione di due piazze). Lo dimostra ancora di più la composizione del comitato promotore, formato non solo da cittadini ma anche da esponenti e segretari di partito dell’opposizione». Fra questi ultimi il segretario del Pd di Jesi Stefano Bornigia. Fra i firmatari della richiesta anche Claudia Lancioni (consigliera comunale Cinque Stelle) e Marco Giampaoletti (consigliere comunale gruppo misto, ex maggioranza).

«Ora si vogliono chiudere gli occhi- dicono Jesiamo e Patto per Jesi- addossare di nuovo le colpe alla maggioranza con l’ennesimo racconto di fantasia ma sarebbe ormai giusto prendersi le proprie responsabilità politiche, essere coraggiosi e metterci la faccia come, questo è innegabile, abbiamo sempre fatto noi in maggioranza. Se il referendum fosse stato approvato, l’immagine delle opposizioni esultanti in piazza non risulta difficile da immaginare. Davanti ad una clamorosa bocciatura era ipotizzabile una prova di dignità e di rispetto nei confronti dei cittadini ai quali, da 6 mesi, vengono raccontate, quando va bene, mezze verità».

«Noi continueremo a metterci la faccia e a lavorare sui problemi reali cercando di fare del nostro meglio nell’interesse esclusivo della città. Se Jesi merita un futuro migliore non è certo quello rappresentato da chi vuole amministrare senza responsabilità, addossando sempre le colpe ad altri, bloccando lo sviluppo con dei continui “No” e raccontando favole. Jesi in Comune ipotizza una maggioranza col fiato corto nel 2022. E’ una loro opinione, a noi risulta invece evidente come, nelle opposizioni, qualcuno non ha più voce nemmeno davanti ai proprio elettori e dovrebbe già essersi seduto in panchina dal 2020».