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Jesi

Jesi, fontana dei leoni: «Apertura scuole incompatibile con le transenne»

Emanuela Marguccio, alla luce del cantiere di piazza Federico II, pretende chiarimenti dall’amministrazione in merito all’accesso ai plessi scolastici

I lavori di spostamento della fontana dei Leoni

JESI – Cantiere di piazza Federico II attorno alla fontana dei Leoni, «è compatibile con l’accesso a scuola?». A chiederlo, presentando una domanda di attualità da discutere domani, 30 marzo, in consiglio comunale, è Emanuela Marguccio del Pd.

«In Piazza Federico II – spiega l’esponente democrat – sono iniziati i lavori per lo spostamento della Fontana delle Leonesse ed è stato predisposto un ampio cantiere delimitato da transenne che sigillano la piazza. Nel caso di evacuazione dovuta a motivi di forza maggiore (terremoto, incendio, …), Piazza Federico II è il punto di raccolta in cui gli alunni e il personale della scuola primaria Mestica e della scuola primaria Martiri della Libertà, a tutt’oggi divisa tra il plesso Mestica e Palazzo Carotti, si riuniscono. Lo scorso 26 marzo, il Presidente del Consiglio ha annunciato che dal 7 aprile, anche nelle zone rosse, torneranno a scuola tutti gli alunni fino alla prima media, e che pertanto potranno frequentare in presenza i bambini del nido e della scuola d’infanzia, nonché gli alunni della scuola primaria e del primo anno della secondaria di primo grado».

Considerato che, evidenzia sempre la Marguccio, «dal 7 aprile circa 300 gli alunni delle scuole primarie Mestica e Martiri della Libertà avranno a disposizione, in caso di evacuazione, soltanto un insufficiente e angusto spazio che non permetterà di rispettare né le ordinarie norme di sicurezza, né tanto meno le regole di distanziamento, attualmente necessarie per la pandemia in corso. Nonostante il lieve spostamento delle transenne che l’Amministrazione si è vista costretta a prevedere ed attuare, lo spazio che resta a disposizione continua ad essere inadeguato e non permette alle scuole interessate di rispettare il piano di evacuazione previsto». La consigliera di minoranza chiede pertanto «come intende procedere l’amministrazione per risolvere la problematica evidenziata, considerata l’imminente riapertura in presenza della scuola primaria Mestica e della scuola primaria Martiri della Libertà?».

Immediata la replica dei tecnici municipali. «In fase di progettazione sono state valutate le possibili interferenze con le strutture pubbliche presenti nell’area, in particolar modo per gli edifici scolastici di cui trattasi, sono stati presi in considerazione e garantiti sia l’accesso dei mezzi di soccorso, sia le aree considerate luoghi sicuri dal D.Lgs 81/08 Allegato IV Requisiti dei luoghi di lavoro, sia dal Testo coordinato al DM del 30/11/1983 (Termini e definizioni di prevenzioni incendi). L’area di cantiere risulta di superficie ridotta rispetto a quella occupata dai mercati settimanali e prevede comunque, nella stessa piazza, n.2 aree sicure, una di circa 350 mq. di fronte all’ingresso della scuola (individuata come zona A) ed un’altra di circa 700 mq. (individuata come zona B), raggiungibile dai percorsi sicuri lungo i lati del cantiere. Entrambe le zone, in funzione del numero di utilizzatori dei plessi scolastici, garantiscono uno spazio minimo per soggetto superiore ad 1 mq. Si fa presente comunque che qualora durante l’esecuzione dei lavori si dovessero eseguire operazioni che potrebbero oggettivamente interferire con l’attività scolastica, sarà cura di questo
ufficio comunicarle preventivamente e adottare tutte azioni anche coordinate con gli istituti scolastici, al fine di garantire agli stessi lo svolgimento delle attività in sicurezza».

Salvo imprevisti, dal mese di aprile inizierà lo spostamento vero e proprio della fontana in piazza della Repubblica. Entro un mese, inoltre, è atteso il pronunciamento del Tar sulla richiesta di sospensiva formulata dal comitato Piazzalibera contro la decisione dei garanti. Se l’istanza dei contrari allo spostamento della fontana venisse accolta, i lavori potranno comunque proseguire, ma i garanti dovranno riunirsi di nuovo per riprendere in considerazione la richiesta di referendum abrogativo.