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Jesi

Fontana ed eredità Morosetti, è l’architetto Mariano il super consulente del Comune di Jesi

Storico dell’architettura e docente della Politecnica delle Marche, si è espresso in favore del ritorno in piazza della Repubblica: «Risarcimento di un errore urbanistico e di un danno fatto alla città: un atto dovuto»

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Jesi, piazza Federico II e la Fontana dei Leoni

JESI – È stato affidato all’architetto Fabio Mariano l’incarico specialistico di consulenza esterna relativo alla «eventuale decisione di ricollocare la fontana dei leoni» in piazza della Repubblica a seguito del lascito di Cassio Morosetti.

Il professor Mariano, storico dell’architettura e docente all’Università Politecnica delle Marche, si è espresso in favore del ritorno dell’opera in Piazza della Repubblica già in occasione di uno degli appuntamenti sul tema organizzati dall’amministrazione comunale. «Un risarcimento, a mio giudizio, di un errore urbanistico e di un danno che è stato fatto alla città: un atto dovuto nei confronti di Jesi – le sue parole – e un’elargizione così generosa sarebbe un’assurdità non accettarla».

Le immagini d’epoca di Piazza della Repubblica con la fontana dei leoni e di piazza Federico II senza l’opera

L’incarico di consulenza consiste nella redazione di uno studio-relazione «sull’opportunità di ricollocare la fontana dei leoni nella sua originaria posizione in considerazione del significato storico-culturale di questa azione e della lettura dei valori simbolici delle due piazze; altresì si chiede di individuare alcuni temi significanti che possano fornire elementi di spunto per la riqualificazione architettonica sia di Piazza della Repubblica che di piazza Federico II ciò con l’obiettivo di individuare una strategia di azione complessa ed integrata di rigenerazione di questa parte di città che non si limiti solamente ad una ricostruzione degli spazi urbani corretta dal punto di vista storico, ma rappresenti l’occasione per lavorare sulla qualità degli spazi stessi, delle relazioni e delle funzioni». Di poco più di mille euro la spesa per l’incarico.

Il professionista individuato, spiega la giunta, «risulta essere esperto di provata competenza e specializzazione universitaria come emerge dal curriculum vitae agli atti depositato».

Professore ordinario di Restauro Architettonico presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università Politecnica delle Marche di Ancona, l’architetto Mariano è membro di numerosi comitati scientifici e accademie. Relatore ad oltre 250 fra convegni e conferenze nazionali e internazionali sui temi di Storia e Restauro dell’Architettura, è fondatore e direttore editoriale delle Edizioni Kappa di Roma specializzata in Architettura e Ingegneria. Fondatore e direttore della rivista Castella Marchiae dell’Istituto Italiano dei Castelli di Urbino, dal 1997, l’architetto Mariano è collaboratore e corrispondente di varie riviste specializzate nazionali e ha vinto il Premio Internazionale Salimbeni 1987 per la Storia e la Critica d’Arte, assegnato da una commissione presieduta da Federico Zeri, con il volume Francesco di Giorgio e il Palazzo della Signoria di Jesi. È autore inoltre di numerose pubblicazioni di storia dell’Architettura tra i quali si segnalano testi e sezioni sulla città di Jesi.

L’integrazione al programma degli incarichi di studio, ricerca e consulenza, relativi all’anno 2020, al fine di individuare «esperti di particolare e comprovata specializzazione professionale anche universitaria nelle materie storico, artistico ed architettoniche», era stata approvata – dopo un primo rinvio- nell’ultimo Consiglio, non senza polemiche. Nella prossima seduta arriverà in aula la richiesta, a firma Pd- Jesi in Comune, di referendum sullo spostamento della fontana. Per arrivare alla consultazione occorrerebbe l’approvazione di tre quarti dei consiglieri, altrimenti serviranno 2 mila firme di cittadini.

In uno degli incontri in merito alla questione, l’architetto Mariano ha spiegato il suo punto di vista: «Lo spostamento di questo pezzo di decoro urbano in una piazza nata per altre finalità fu un errore. Secondo me un vero scempio urbanistico e architettonico. La fontana fu portata in uno spazio vocato ai sentimenti religiosi e divenne un soprammobile a secco che umiliava questo oggetto senza più funzione pratica». Quanto all’ipotesi di ritorno in piazza della Repubblica, «si tratterebbe del risarcimento di un danno, perché smontare un pezzo di una sistemazione urbana così importante, nata con delle finalità, e di cui il monumento al centro era stato sentito come un abbellimento indispensabile, non ha nessun senso. Oggi quella della Repubblica non è più una piazza vissuta, è un buco».

Piazza della Repubblica