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Jesi

Strepitosa Fiorella Mannoia incanta Jesi, l’abbraccio del pubblico nella nuova piazza Federico II

Un pubblico di 850 spettatori ha salutato la cantautrice nella tappa jesina del suo tour "La versione di Fiorella". Debutto per piazza Federico II fresca di restyling

Fiorella Mannoia a Jesi (foto Binci)

JESI – La seconda serata del Festival Pergolesi Spontini bissa il successo dell’Orchestra di Piazza Vittorio, portando una strepitosa Fiorella Mannoia sul palcoscenico allestito in una piazza Federico II che appare nuova priva dell’obelisco. La piazza, fresca di ristrutturazione dopo i lavori per spostare la fontana dei leoni e l’obelisco, appare nuda ma bellissima. E abbraccia come una grande madre generosa uno spettacolare palcoscenico con gradinate e platea che ieri sera hanno ospitato 850 spettatori. Un sold-out annunciato per il concerto di Fiorella Mannoia, tappa del suo tour estivo “La versione di Fiorella Tour”. In formissima la Mannoia che non si è risparmiata neanche un secondo: dopo un inizio morbido e poetico, con il classicissimo “I Treni a Vapore”, snocciola i più grandi successi della sua lunga carriera, regalando tante emozioni al pubblico. Un viaggio in musica. Questo è il suo tour, che ripercorre le pietre miliari della sua storia musicale, alternate ai pezzi nuovi dell’ultimo album “Padroni di niente” e gli omaggi ai grandi cantautori italiani.

«Quelli che è doveroso per noi cantare ai concerti, per tenerli vivi per sempre», spiega Fiorella rivolgendo il pensiero commosso a Lucio Battisti, Lucio Dalla, Pino Daniele, Fabrizio De Andre’. Li porta con sé in viaggio, e di ciascuno regala perle con un’interpretazione straordinaria e sentita: da “Io vivrò, senza te” di Battisti a una ispirata “Cara” di Dalla, poi “Princesa” di De Andrè. Cita Renato Zero con la sua “Cercami”, dice un netto “no” alla guerra con una ritmata “Generale” di De Gregori, danza e si commuove con un omaggio a Fred Bongusto e la sua “Amore fermati”, musica da intenditori. Di suo ci mette tanto Fiorella: “Padroni di niente”, “Nessuna conseguenza”, “Il peso del coraggio”, “Perfetti sconosciuti” (colonna sonora dell’omonimo film di Paolo Genovese) e “Che sia benedetta”.

No alla guerra ma anche un pensiero alle donne vittima di violenza: «Il concerto a Campovolo, tanto rinviato a causa del Covid, finalmente lo abbiamo tenuto – racconta Fiorella al pubblico jesino – davanti a 100.000 persone che ci hanno aiutato a raccogliere una cifra considerevole: un milione e mezzo incassati e donati a sette Centri antiviolenza italiani. So che qui a Jesi avete uno Sportello antiviolenza, che saluto. La prossima canzone è per tutte quelle che non ce l’hanno fatta. Ma anche per tutte le donne che ce l’hanno fatta. Dobbiamo farcela, dobbiamo denunciare ma soprattutto dobbiamo scappare», ha detto lasciando spazio alle note di “Nessuna conseguenza”. Poi la nostalgica “Come si cambia” e “Si è rotto”, un’emozionantissima “Sally”, “Caffè nero bollente” e “La casa in riva al mare”. Grande intesa con la band, che regala musica e vibrazioni per quasi due ore: Diego Corradin (batteria), Claudio Storniolo (pianoforte/tastiere), Luca Visigalli (basso), Max Rosati e Alessandro “Doc” De Crescenzo (chitarre), Carlo Di Francesco (percussioni/direzione musicale).

Una serata piacevole, gestita bene sul fronte dell’organizzazione dalla Fondazione Pergolesi Spontini e da un attento servizio d’ordine curato dalla Questura di Ancona e dal Comando Carabinieri di Jesi che ha potuto contare sulla collaborazione della protezione civile e dell’Associazione nazionale Carabinieri “Leoni Rampanti” di Jesi. Per tutto il concerto poesia, musica, parole e messaggi sociali si alternano in un mix coinvolgente in cui il pubblico risponde a tono: canta, le regala cuori e applausi, le lancia rose e infine balla. Perché alle battute finali, sui bis chiesti senza finzioni sceniche, Fiorella si slaccia gli stivaletti e salta, balla, si muove al ritmo de “Il Cielo d’Irlanda” e “Generale”. Ringrazia il pubblico, ringrazia Jesi. «D’estate suoniamo in posti meravigliosi – dice emozionata a sua volta – a volte ce lo dimentichiamo, ma viviamo nel Paese più bello del mondo”. E in questa piazza così generosa di spazi, di luci e di cuori che battono all’unisono, la stella Fiorella Mannoia ha illuminato una calda notte di fine luglio con l’emozione di una musica che resiste al tempo.

Debutto anche per piazza Federico II fresca di restyling (crediti fotografici Stefano Binci per Fondazione Pergolesi Spontini)