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Jesi

Festa della Liberazione, il sindaco Bacci: «Oggi riscopriamo cosa significa la libertà»

Il Primo Cittadino ha affidato a un videomessaggio le sue considerazioni per celebrare il 25 Aprile, poi ha deposto la corona d'alloro di fronte all'atrio comunale. In solitaria

La deposizione della corona d'alloro da parte del sindaco Bacci per le celebrazioni del 25 aprile

JESI – «Cari cittadini, buon 25 Aprile a tutti. È una Festa, quella della Liberazione, che celebriamo quest’anno in modo diverso, distanti, senza corteo e senza celebrazioni ufficiali. Ma è una Festa che forse oggi assume un significato ancora più profondo. Perché la pandemia da Covid-19 ci ha fatto riscoprire veramente cosa significhi quella parola – libertà – in nome della quale tanti giovani hanno dato la propria vita». Questo l’incipit del discorso che il sindaco di Massimo Bacci ha affidato a un videomessaggio per celebrare questa giornata.

Il sindaco ha deposto questa mattina una corona d’alloro di fronte al palazzo comunale. In solitaria, ovviamente. «Nelle ultime settimane abbiamo scelto di mettere quella libertà, la nostra libertà, a disposizione degli altri – ha detto -. Abbiamo accettato e deciso, in nome di un bene collettivo di valore assoluto – la salute pubblica – di sconvolgere le nostre abitudini, di rinunciare a frequentare le persone care, abbiamo forzatamente rinunciato al nostro lavoro affrontandone, è il caso di molti, pesanti conseguenze economiche. Mi chiedo se questo non sia stato l’uso più alto e consapevole della libertà che sia stato fatto negli ultimi 75 anni. Una scelta – benché obbligata – che onora la memoria di quanti combatterono per consentire a chi fosse venuto dopo di loro di comprenderne il valore. Una scelta che pertanto, proprio in onore a coloro che diedero la vita allora, dedichiamo ai tanti, donne e uomini, che si sono prodigati per consentire a tutti noi di sopravvivere alla pandemia. Sono loro oggi i nostri partigiani: i medici ospedalieri e di famiglia, gli infermieri, il personale sanitario, gli operatori sociali, ma anche tutti coloro che, con il loro agire quotidiano, consentono di combattere o ridurre il contagio, a partire dai lavoratori apparentemente più umili come il personale dell’igiene urbana o gli addetti alle pulizie. E combattenti per questa nuova Resistenza sono anche gli operatori del terzo settore, le tante associazioni di volontariato che stanno aiutando le famiglie in difficoltà: quelle che già stavano male prima, e quelle che, con la pandemia, si sono improvvisamente ritrovate povere».

Il videomessaggio del sindaco Bacci

Quindi il ricordo di Cascia. «Questa unione di intenti, questa uguaglianza sostanziale che abbiamo ritrovato nel sentirci tutti impegnati per un obiettivo comune, mi dà lo spunto per ricordare, oggi, una personalità di Jesi che ci ha lasciato recentemente e che, per i valori che interpretava, viveva questo 25 aprile in maniera particolare: parlo di Aroldo Cascia, sindaco di Jesi e senatore della Repubblica. Nelle scorse settimane ho chiesto ad Ero Giuliodori di trovarmi qualcosa che potesse ricordare Cascia in questa occasione. Ed è stato bravo a recuperarmi, riassumendolo, un intervento pubblico di Cascia ad un 25 Aprile, quello del 1985. In quell’occasione Cascia rileva i tre importanti motivi per cui ritiene il 25 Aprile la data più importante: il primo è perché l’Italia torna ad essere libera grazie al sacrificio di donne e uomini. Mai era accaduto prima che migliaia di italiani lottassero insieme senza essere obbligati. Il secondo è perché questa lotta ha permesso al popolo italiano di avere una sua Costituzione democratica e repubblicana avanzata. L’Assemblea Costituente ha visto il lavoro unitario di tutti, uno sforzo collettivo per scrivere una Carta moderna. Noi italiani abbiamo scritto ed approvato la nostra Costituzione. È tutta nostra. Il terzo motivo è che la nostra è una Costituzione che prevede soprattutto una uguaglianza sostanziale. È questa sostanzialità che ha aiutato il cammino della donne, il riscatto dei contadini, il miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori e la tenuta democratica del Paese nonostante i tanti sussulti reazionari».

Lotta e sacrificio, regole comuni con cui convivere, uguaglianza sostanziale, i concetti sottolineati da Bacci. «Se oggi Cascia fosse ancora con noi, rivedrebbe questi aspetti e questi valori nella nostra azione contro la pandemia. E per questo, da Sindaco, lasciatemi esprimere l’orgoglio di guidare una comunità leale con il rispetto delle norme, coesa nel tendere ad un obiettivo comune, solidale con coloro che sono in difficoltà. Sono certo che da oggi la libertà per tutti noi avrà un significato ancora più profondo. Anche la nostra Resistenza vincerà. Buon 25 Aprile a tutti».