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Jesi

Federico II, riparte il Museo: «Pareggio in tre anni e venti posti»

Programmi e obiettivi della startup RnB4Culture alla quale è stata affidata la gestione dello Stupor Mundi, ora di proprietà comunale e di nuovo visitabile con continuità. La soddisfazione di Fondazione Marche e Franca Tacconi

JESI – «Pareggio di bilancio entro tre anni e arrivare, dalle sette attuali, alle venti assunzioni». Sono gli obiettivi della nuova gestione del Museo Federico II Stupor Mundi, presa in carico dalla startup RnB4Culture in virtù degli esiti del bando pubblico indetto dal Comune, divenuto proprietario della struttura a seguito della donazione da parte dell’ingegner Gennaro Pieralisi che l’aveva voluta e in larga parte finanziata. Davanti all’assessore alla cultura del Comune di Jesi Luca Butini e al presidente di Fondazione Marche Mario Pesaresi – realtà entrambe coinvolte come finanziatrici prima nel Museo e oggi nella startup – a illustrare la ripartenza è Fabrizio Renzi, origini marchigiane, trent’anni d’esperienza nella ricerca tecnologica in IBM. Con lui il giovane staff composto da Lucia Basili, Matteo Marinelli, Giulia Leonardi, Stefano Cavallazzi, Andrea Castellani, Giulia Franco.

Lo staff della RnB4Culture gestore del Museo Federico II Stupor Mundi

Il Museo virtuale multimediale dedicato all’imperatore svevo, e affacciato sulla piazza dove Federico II venne alla luce nel 1194, ha riaperto i battenti: dopo le aperture nel fine settimana di giugno, oggi lo si può visitare dalle 10 alle 14 e dalle 16 alle 20 dal martedì alla domenica ma nelle giornate di giovedì, venerdì e sabato le visite si protraggono fino alla mezzanotte. Resta fondamentale la collaborazione con la Fondazione Federico II Hoenstaufen che da decenni studia e promuove la figura dello Stupor Mundi. «Una giornata come questa è, per una ricercatrice federiciana, il coronamento di un sogno» evidenzia la sua appassionata presidentessa Franca Tacconi. «Siamo qui per starci» assicura Renzi, che parla di «passione per le Marche e le imprese marchigiane, la cultura, la possibilità di far crescere giovani, la tecnologia e l’innovazione» alla base dell’impegno.

Franca Tacconi della Fondazione Federico II Hoenstaufen

Per Pesaresi: «Da Jesi sta partendo un nuovo modello, la sfida è rendere la cultura economicamente sostenibile. Deve, questo, essere un caso virtuoso». Ricorda Butini: «I cittadini di Jesi, tramite i consiglieri comunali che li rappresentano, nell’accettare la donazione dovevano decidere se fosse, la figura di Federico II, meritevole di investirvi energie. Si è puntato su una formula innovativa, la sfida è dare a tutto questo una impronta identitaria. Per otto anni il contratto di gestione con il Comune che, per i primi tre, finanzierà il corrispettivo del budget per la gestione, calcolato sull’anno 2018». Ovvero, 150 mila euro l’anno per tre anni.

Mario Pesaresi, Fondazione Marche, per il rilancio del Museo Federico II Stupor Mundi

La sfida è in particolar modo economica, per una struttura in perdita al momento della sua cessione al Comune. Chiarisce Renzi: «Il Museo costa di gestione fra i 130 mila e i 150 mila euro l’anno. Impensabile riuscire a coprirli per intero con la biglietteria». Si punta allora a far “fruttare” la startup e il Museo come centro e luogo di ideazione, studio e sperimentazione di hardware e software innovativi per le strutture culturali e museali. «Un museo che produca soluzioni per i musei» spiega Giulia Leonardi. Con un occhio rivolto anche ai metodi di analisi dell’utenza e dei gusti, così da poter andare loro più agevolmente incontro. E poi eventi e mostre – la prima a partire sarà quella sulla storia dei giochi, dalle carte agli scacchi- e lo sviluppo di tutto ciò che può combinare innovazione e storia. «D’altro canto- rimarca la RnB4Culture- Federico II è stato un antesignano relativamente alla necessità di combinare umanesimo e scienze esatte».

L’assessore Luca Butini per il rilancio del Museo Federico II Stupor Mundi

Precisa Renzi: «Con la biglietteria, dobbiamo poter arrivare a coprire i costi della stessa, intorno ai 50-60 mila euro annui. Dobbiamo studiare come incrementare gli introiti dal bookshop, attrarre le fasce d’età più giovani che al momento rispondono meno, intercettare il turismo federiciano portandolo qui. E poi le soluzioni, possibili, per diminuire costi come quello dell’energia elettrica. Il resto dall’attività di produzione tecnologica della startup, per un pareggio di bilancio che, fra tre anni, ci sarà». Nella RnB4Culture ci sono ad oggi per un 40% Fondazione Marche, per il 19% il gruppo madre RnBGate, per il 21% lo stesso Renzi e per il 20% i giovani marchigiani coinvolti nella startup.

Partirà intanto il Festival Stupor Noctis, quindici appuntamenti serali al Museo dal 18 luglio al 5 settembre in cui toccare temi più vari, pienamente federiciani o non. Si parte dal matematico medievale Leonardo Fibonacci e poi (24 luglio) dalla presentazione del libro “Nel segno del Leone” di Stefano Vignaroli ma poi si parlerà di musica del Medioevo, di scacchi, carte e tarocchi, scherma, pandemia nella storia e delle balette antesignane del tennis ritrovate a Palazzo della Signoria.