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Jesi

Federico è nella sua piazza, Pieralisi: «Jesi torni Regia»

L'imprenditore e mecenate rilancia, in occasione dell'inaugurazione della nuova collocazione della statua dedicata allo Svevo, nella corte del Museo Stupor Mundi. «Finalmente felice, l'imperatore ha ritrovato il posto dove era nato ma nella mia testa resta un'altra idea, non conclusa: “Regia Città di Jesi”»

Un momento della cerimonia
Un momento della cerimonia

JESI – «Sono finalmente felice, perché Federico ha ritrovato il posto dove era nato. Ora nella mia testa resta ancora un’altra idea, non conclusa: Jesi riprenda il suo vecchio nome, “Regia Città di Jesi”». Nella corte di palazzo Ghislieri che ospita il Museo Stupor Mundi dedicato a Federico II, è l’ingegner Gennaro Pieralisi, imprenditore e mecenate che del museo ha permesso la realizzazione, a rilanciare: Jesi riacquisti il titolo di Città Regia di cui, secondo una antica tradizione, si era fregiata fino all’ultima guerra.

Pieralisi torna sul tema intervenendo nel corso della cerimonia di inaugurazione della nuova collocazione della statua di Federico II, traslocata dopo oltre 23 anni da fuori Porta Bersaglieri alla corte d’accesso al museo, affacciata sulla piazza intitolata allo Stupor Mundi. «Ricordo quando- dice Pieralisi- una volta realizzato l’albergo dovevamo decidere come chiamarlo. Scegliemmo il nome del personaggio più famoso di Jesi, degno di risvegliare il ricordo delle radici della città. Poi tanto altro è seguito». Vicini a Pieralisi ci sono il sindaco Massimo Bacci, il presidente della Fondazione Carisj (proprietaria dello spazio di palazzo Ghislieri) Alfio Bassotti, il neo presidente della Fondazione Federico II Hoenstaufen Paolo Mariani e Benedetto Robazza, lo scultore che, insieme al tedesco Hermann Schwahn, e con l’ausilio del prof. Massimo Ippoliti di Jesi, realizzò l’opera.

È recente da parte dell’Amministrazione Comunale il lancio di un “concorso di idee” finalizzato all’acquisizione di una proposta progettuale concernente la realizzazione di un logo per la promozione del titolo di “Jesi Città Regia”. Idea ripresa da una delibera consiliare del 2017 che recita: «Detto logo, ben contestualizzato dal punto di vista turistico e non solo, potrebbe diventare un potente “brand2 per la nostra città, utile a valorizzare anche tutte le eccellenze del territorio, costituendo uno stimolo che potrebbe spronare a promuovere e valorizzare una regalità proficua e costruttiva ispirata alle nostre radici, per guardare con solide basi al futuro». Il logo sarà riportato nella comunicazione, segnaletica, produzione editoriale, sito web e ogni altro materiale a supporto della promozione turistica della città. Al logo si chiede di affiancare un payoff che esprima le intenzioni comunicative proposte nello stesso.

Quanto alla statua, Bacci dice: «L’iter è stato lungo, all’inizio non ero convinto. Ma riportare Federico II all’interno delle mura rafforza un senso appartenenza che ha ancora più valore con la presenza del Museo. Tanti i visitatori attratti dalla figura di Federico II». Bassotti spiega: «Sono da sempre un sostenitore dello spostamento della statua in una nuova e più consona collocazione». Mariani ha ricordato l’importanza della figura dell’avvocato Borgiani, che volle e fece realizzare il monumento. Dice Robazza: «Ho lavorato negli anni fra il Vaticano, la Casa Bianca, tutta Italia con tanti monumenti in ricordo delle vittime del terrorismo. A Borgiani piaceva il mio stile. Ma negli anni tanti amici, tornando a Roma dopo una visita a Jesi senza aver trovato la statua dove si aspettavano, mi dicevano: non c’è più, l’hanno spostata. Ora è al posto giusto».