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Jesi

Jesi, ex Tribunale o Mestica per gli alunni della Martiri della Libertà

Il Comune sta valutando questi due plessi per ospitare a settembre gli studenti della scuola di via Asiago interessata dai lavori di consolidamento

Lavori alla Martiri della Libertà.

JESI – Proseguono i sopralluoghi per individuare il plesso che ospiterà gli alunni della scuola Martiri della Libertà, ancora interessata dai lavori di rifacimento. I due immobili più “adatti”, sebbene vi siano alcune criticità da superare, sono la scuola Mestica e palazzo Carotti, ex sede del Tribunale. Entro giugno sarà presa una decisione, così da poter intervenire qualora fossero necessari interventi di adeguamento.

Relativamente alla Martiri della Libertà, il Comune sta gestendo il contenzioso per estromettere dal cantiere la ditta a cui era stato affidato l’appalto. Una diatriba legale bloccata dall’emergenza Coronavirus. È dal 2018 ormai che alunni, docenti e personale sono stati spostati fra tre differenti plessi, con notevoli disagi. L’assessore ai lavori pubblici, Roberto Renzi, in occasione di una recente seduta consiliare, ha spiegato che «l’impresa che si era aggiudicata l’incarico ha purtroppo trovato mille difficoltà nella gestione del cantiere. Si è passati per una prima fase in cui una cessione di azienda sembrava potesse permettere di condurre in porto l’intervento. Ma poi i lavori sono andati via via rallentando, fino a sospenderli di fatto. Abbiamo aperto il contenzioso, stiamo cercando di estromettere la ditta dal cantiere. Ma poi tutte le procedure giudiziarie sono state sospese in queste settimane a causa dell’emergenza sanitaria e quindi dobbiamo aspettare l’ultimazione di questo periodo. Una volta che avremo potuto estromettere la ditta dal cantiere, aggiudicheremo di nuovo i lavori rimanenti. I quali comunque richiederanno un congruo tempo. È una situazione di cui il dirigente scolastico è sempre stato messo al corrente e che ha ben compreso».

Impossibile, insomma, che il cantiere possa essere chiuso in due mesi. «Stiamo lavorando – ha affermato Renzi – per fare sì che la scuola possa nel nuovo anno didattico riprendere l’attività in una sede unica invece di restare distribuita su diversi plessi. Questa è la richiesta che ci viene rivolta da insegnanti, preside e genitori. Stiamo valutando diverse alternative». Le dieci classi sono state suddivise fra la Perchi a Minonna, la Mazzini al Prato, la Federico II a San Savino. Il cantiere, per poco più di 442 mila euro coperti da un finanziamento del Ministero dell’Istruzione, riguarda lavori di adeguamento strutturale e antincendio.