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Jesi

Ex Giuseppine, a Jesi ecco il Piano per godere delle absidi di San Nicolò

Spazio per cinque ospiti nella Casa famiglia legata all’eredità Cesarini e dieci appartamenti da realizzare in autorecupero. Tempo 60 giorni per le osservazioni, poi con l'approvazione possibili lavori già da luglio 2020

Il complesso ex Giuseppine dietro il monumento a Giovan Battista Pergolesi

JESI – Spazio per cinque ospiti nella Casa famiglia legata all’eredità Cesarini al piano terra, ai piani superiori invece dieci appartamenti di varia metratura da realizzare in autorecupero. Inoltre, la possibilità di ricavare un passaggio aperto al pubblico per godere della vista sulle absidi di San Nicolò.

È il succo del piano di recupero del complesso San Nicolò, ovvero il convento ex Giuseppine affacciato su piazza Pergolesi, fresco di adozione da parte della Giunta. Trascorsi i 60 giorni a disposizione per presentare osservazioni, il Piano potrà essere approvato in via definitiva e già da luglio prossimo i lavori potrebbero partire.

San Nicolò

Il Piano di Recupero prevede «la riconversione all’uso abitativo del complesso; la cessione al Comune di Jesi di gran parte degli spazi posti al piano terra dell’edificio da destinare ad usi di pubblico interesse (progetto Casa Famiglia); la sistemazione e contestuale cessione al Comune di Jesi della corte interna al complesso a scomputo parziale o totale degli oneri di urbanizzazione primaria dovuti; il miglioramento strutturale e la cessione al Comune dei locali “ex cappella” ed “ex sagrestia” a scomputo parziale o totale degli oneri di urbanizzazione secondaria dovuti; due collegamenti pubblici al piano terra tra la corte interna,  vicolo San Nicolò e P.zza Pergolesi con relativa costituzione di servitù pubblica di uso/passaggio».

Al piano terra sorgerà dunque la Casa famiglia voluta dall’ex assessora ai servizi sociali Daniela Cesarini, scomparsa nel 2013, al momento di designare il Comune suo erede universale. L’originaria ipotesi del convento delle Clarisse di San Marco, che sarebbe dovuto essere donato al Comune (ma ora ci si è fermati), si scontrava con la necessità di effettuare la ristrutturazione dell’intero fabbricato a carico del Comune stesso. Ed è entrata in scena una nuova soluzione. Ma sempre al piano terra sorgerà anche una sala a uso pubblico e sarà ricavato un passaggio per raggiungere le absidi di San Nicolò, anche se non sarà possibile girare completamente intorno alla chiesa.

Daniela Cesarini
Daniela Cesarini

«Per quanto riguarda il recupero all’uso residenziale privato dell’immobile- spiega l’adozione del Piano- è stato siglato apposito atto preliminare di compravendita tra le ditte proprietarie dell’immobile e la cooperativa “San Martino” per l’attuazione del Programma Regionale di Autorecupero. La cooperativa di autocostruttori è tuttora in attesa della riassegnazione del finanziamento da parte della Regione Marche». Un contributo che dovrebbe aggirarsi sui 500 mila euro.