Esplosione caldaia all’ospedale di Jesi, migliorano le condizioni dell’operaio

L'uomo, 54 enne di Cupramontana è ancora in prognosi riservata, ma le sue condizioni si sono stabilizzate e non è più a rischio di vita. Era rimasto ferito nello scoppio avvenuto il 26 marzo scorso

JESI – Sono migliorate le condizioni dell’operaio 54 enne di Cupramontana, G.C. le iniziali, rimasto ferito il 26 marzo scorso nell’esplosione della caldaia all’ospedale Carlo Urbani di Jesi. L’uomo, conduttore dell’impianto termico e dipendente di Coopservice, azienda appaltatrice dell’Asur, stava eseguendo dei lavori di manutenzione nel locale esterno alla struttura dove si trova la centrale termica, quando è stato investito dallo scoppio della caldaia. Nell’esplosione l’operaio è stato sbalzato a diversi metri di distanza rimanendo gravemente ferito.

Lo scorso 31 marzo le sue condizioni erano peggiorate improvvisamente tanto da richiederne unintervento chirurgico urgente per alleviare la pressione cranica dovuta al gravissimo trauma cranico-facciale riportato.  

L’operaio, ricoverato nel reparto di Rianimazione clinica dell’Ospedale di Torrette è ancora in prognosi riservata, ma le sue condizioni si sono stabilizzate e non è più a rischio di vita.

Sulle cause dell’esplosione indaga la Procura.