Esplosione caldaia al “Carlo Urbani” di Jesi, peggiora l’operaio ferito. Operato alla testa

L'uomo, di Cupramontana, è ricoverato nella Rianimazione Clinica dell'Ospedale di Torrette. Lotta tra la vita e la morte. Il 54enne era rimasto vittima sei giorni fa di un incidente sul lavoro

Esplosione caldaia Carlo Urbani

JESI – Sono peggiorate improvvisamente le condizioni di salute dell’uomo rimasto ferito in seguito all’esplosione della caldaia avvenuta il 26 marzo scorso all’Ospedale Carlo Urbani di Jesi.

L’operaio, 54 anni di Cupramontana, G.C. le iniziali, conduttore dell’impianto termico e dipendenti della Coopservice, azienda appaltatrice dell’Asur, stava eseguendo dei lavori di manutenzione nel locale esterno alla struttura ospedaliera che ospita la centrale termica, quando è stato investito dallo scoppio. L’esplosione lo ha sbalzato a diversi metri di distanza ferendolo gravemente.

L’uomo, in prognosi riservata e ventilazione assistita, si trova ricoverato nel reparto di Rianimazione clinica dell’Ospedale di Torrette dove era stato portato il giorno del tragico incidente, sei giorni fa. Le sue condizioni, apparse subito molto gravi, sono peggiorate improvvisamente nella giornata di ieri, domenica 31 marzo, tanto da richiederne un’intervento chirurgico urgente per alleviare la pressione cranica dovuta al gravissimo trauma cranico-facciale riportato.

Sulle cause che hanno portato all’esplosione sono in corso le indagini della Procura volte ad accertare se la tragedia sia avvenuta a seguito di un errore umano, un difetto dell’impianto o ad una concatenazione di eventi. Un porzione del locale, insieme alla caldaia e ad una parte della superficie esterna è stata posta sotto sequestro.