Esplosione caldaia al “Carlo Urbani” di Jesi, gravissimo l’operaio (FOTO)

L'uomo ha riportato un trauma cranico-facciale e toracico. Lo scoppio lo avrebbe sbalzato a qualche metro di distanza. A travolgerlo un portellone. Una parte dell'impianto è stata messa sotto sequestro

JESI – Rimangono gravi le condizione dell’operaio rimasto ferito dall’esplosione di una caldaia nella Centrale termica dell’ospedale “Carlo Urbani” di Jesi. L’incidente sul lavoro è avvenuto questa mattina, martedì 26 marzo, intorno all’ora di pranzo: lo scoppio della caldaia ha investito l’operaio, sbalzandolo a qualche metro di distanza. L’uomo, 54enne di Cupramontana, addetto alla manutenzione per una ditta esterna, avrebbe perso molto sangue. A travolgerlo un portellone della caldaia.

È stato trasportato prima all’Urbani, dove è stato stabilizzato, poi a Torrette con l’eliambilanza. È in prognosi riservata e le sue condizioni sono gravissime. L’operaio, intubato, ha riportato un trauma cranico-facciale e toracico. Una parte dell’impianto è stata messa sotto sequestro dal magistrato che ha fatto il sopralluogo. La struttura del locale caldaia non ha riportato danni strutturali.

Sul posto l’ambulanza, i vigili del fuoco, la Polizia locale con il comandante Cristian Lupidi, i Carabinieri e la Polizia.

La squadra dei vigili del fuoco sta lavorando con i tecnici del riscaldamento in modo da far ripartire l’impianto ausiliario per ripristinare sia il riscaldamento che la fornitura dell’acqua calda all’intero ospedale.

Alcune immagini del sopralluogo dei Vigili del fuoco