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Jesi

Eredità Cesarini, Jesi in Comune: «Le volontà di Daniela non possono attendere i comodi dell’amministrazione»

Il movimento di opposizione all'attacco dell'Esecutivo sulla gestione del lascito di Daniela Cesarini, da realizzare nel complesso San Niccolò. «Un immobile dove le carrozzine non potranno circolare»

Daniela Cesarini
Daniela Cesarini

JESI – «Le volontà di Daniela non possono attendere i comodi dell’amministrazione». È il duro attacco di Jesi in Comune alla giunta Bacci, con riferimento all’eredità Cesarini e alla realizzazione della casa per disabili.

«Daniela Cesarini – ricorda il movimento di opposizione – ha scelto di donare tutto quel che aveva al Comune di Jesi per la realizzazione di una casa famiglia per disabili. La sua morte risale al 2013 e da allora le sue volontà non sono state rispettate. Anche ieri in consiglio comunale attendevamo risposte che non sono arrivate».

A portare la questione in aula è stata Agnese Santarelli: «Il pignoramento immobilare (e la successiva asta giudiziaria) del complesso San Nicolò, dove è stata individuata la sede della casa famiglia, è stato tenuto nascosto: l’assessore Renzi dice che è stato menzionato nel contratto preliminare; peccato che il notaio è obbligato a fare le dovute verifiche prima della stipula ma che in tante occasioni, sia in Consiglio che con la stampa, questo particolare non sia mai emerso. Se l’amministrazione comunale fosse stata davvero trasparente avrebbe condiviso questo aspetto non secondario con  il Consiglio comunale e le associazioni di riferimento. Chissà se l’esecutore testamentario sapeva. E chissà se era d’accordo nel realizzare la casa famiglia voluta da Daniela in un immobile pignorato ora all’asta. L’assessore ha anche detto di aver riferito che i lavori erano iniziati perché così gli era stato comunicato e perché era anche stato affisso il cartello di cantiere. Evidentemente lui non ha controllato, noi si: quel cartello è in bianco! Renzi ha poi aggiunto che la ditta esecutata ha fornito rassicurazioni, ma di che tipo? Relative all’esito di un’asta giudiziaria? Perché sarebbe un tantino “singolare”».

Prosegue Jesi in Comune: «Siccome non c’è fine al peggio, Renzi ha detto anche altro: che l’interesse pubblico primario è la sistemazione del palazzo che affaccia su Piazza Pergolesi. Vuoi mettere: è tutta nuova con quel palazzo brutto. E noi che pensavamo la priorità fosse il rispetto delle volontà di Daniela Cesarini. Resta il fatto che per la casa famiglia è stato individuato un immobile dove le carrozzine non potranno circolare. Cara Daniela, avessi voluto spostare una fontana le tue volontà sarebbero state esaudite subito ma hai chiesto una struttura per l’autonomia dei disabili in carrozzina… Di questi tempi a Jesi funziona così».

«Non c’è incertezza sul fatto che la struttura dell’ex Giuseppine sia adeguata ad ospitare la casa famiglia legata all’eredità di Daniela Cesarini», ha rimarcato qualche tempo fa l’assessore ai lavori pubblici, Roberto Renzi in consiglio comunale. L’amministrazione pertanto, almeno ad oggi, va avanti sulla strada intrapresa.