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Jesi

Jesi, eredità Cesarini: le perplessità dell’opposizione sull’acquisto di un immobile

Il consiglio comunale ha deliberato a maggioranza l'investimento di circa 140 mila per acquisire una porzione del complesso San Nicolò al fine di realizzare le volontà testamentarie dell'ex assessore

piazza Pergolesi e sullo sfondo il complesso di San Nicolò

JESI – Via libera all’acquisizione di una porzione del complesso San Nicolò per la realizzazione della casa-famiglia per disabili soli. Il consiglio comunale ha approvato a maggioranza l’investimento, al fine di dar seguito alla volontà dell’ex assessora ai servizi sociali, scomparsa nel 2013, che ha nominato il Comune suo erede universale con il vincolo di utilizzare il lascito per tale scopo. Ma l’opposizione storce il naso.

«Solo per un atto di fede si poteva votare la delibera sull’acquisto di un’ulteriore porzione di immobile per la realizzazione dell’eredità Cesarini.
Perché la politica, ma prima ancora la logica, non sarebbero bastate – tuona Agnese Santarelli di Jesi in Comune -. Agli atti della pratica viene allegato solo il parere dell’Asp senza nemmeno nominare le osservazioni che altre associazioni hanno depositato al protocollo, così come nulla viene detto in merito al confronto avuto con l’Anfass. Nella commissione consiliare ad hoc (l’unica che non è stata trasmessa in diretta e nella quale per la prima volta sono state sollevate pure obiezioni sulla presenza dei consiglieri che formalmente non ne facevano parte), alla specifica domanda sull’esistenza o meno di osservazioni e sul perché eventualmente non fossero state allegate, nessuno risponde e si liquida il tutto come una pratica “solo economica”, come se l’acquisizione di una ulteriore porzione di immobile non avesse a che fare con il progetto generale che lì vi si vuole realizzare. E poi perché il parere dell’Asp (positivo) si e quello dell’associazione che porta il nome di Daniela e dell’Aniep che evidenziano criticità (larghezza corridoi, pendenza rampe, etc..) no? E, a differenza di quello che si è voluto far credere in consiglio, il parere dell’Asp non è specificamente riferito all’ulteriore porzione di immobile oggetto di questa pratica, ma generalmente riferito alla struttura così come gli altri (e questo, essendo agli atti, è consultabile)».

Prosegue l’esponente di minoranza: «Dalla discussione in consiglio è emerso che nessuno dei consiglieri fosse a conoscenza dei pareri protocollati e che l’Anfass, nell’incontro con l’amministrazione comunale, avrebbe addirittura espresso, già da tempo, parere negativo anche sulla ubicazione. Posizione di cui nessuno era a conoscenza e smentita pubblicamente dall’assessore Renzi. Ma, a questo punto, come stanno davvero le cose? Sulla base di quale consapevolezza si è deciso di procedere con l’ulteriore acquisto? E a cosa serve esattamente questa ulteriore porzione? E, soprattutto, perché?».

Ci sarà spazio per cinque ospiti, secondo le ipotesi del Comune, nella Casa famiglia da realizzare grazie all’eredità Cesarini al piano terra. Ai piani superiori invece dieci appartamenti di varia metratura in autorecupero. Inoltre, la possibilità di ricavare un passaggio aperto al pubblico per godere della vista sulle absidi di San Nicolò. È il succo del piano di recupero del complesso immobiliare, ovvero il convento ex Giuseppine affacciato su piazza Pergolesi.