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Jesi

Elisa Di Francisca: «Il mio 8 marzo»

La campionessa jesina si racconta nel giorno della Festa della Donna. Mentre attende la nascita di Ettore, in previsione a luglio, e si prepara a nuovi appuntamenti sportivi

Elisa Di Francisca

JESI – Un 8 marzo speciale, diverso da tutti gli altri. Un 8 marzo vissuto in dolce attesa di Ettore, che arriverà a luglio. L’8 marzo di Elisa Di Francisca.

Elisa Di Francisca

«L’ho sempre sentita come una bella festa questa data – ricorda Elisa, fiorettista vincente sulle pedane di tutto il mondo, stella tv e ora futura mamma – sin da bambina, quando a scuola fra mimose e pensieri venivamo festeggiate noi femmine e poi in palestra il presidente omaggiava tutte le donne e le maestre. Così l’ho conosciuta la Festa della Donna. Poi mano a mano ho capito che oltre ai simboli dietro questa data c’è molto di più».

Cosa rappresenta oggi?
«L’8 marzo serve a ricordare tutti i diritti che siamo riuscite mano a mano a conquistare. E anche tutti quelli che da conquistare, per noi donne, rimangono ancora. Me ne rendo conto, tanto più ora che mi capita di parlare con altre mamme in attesa. Vedo quanto in alcuni casi continui ad essere difficile: occasioni in cui, sul lavoro, avere un figlio o avere l’intenzione di diventare madre finisce per discriminare le donne e per togliere qualcosa».

E nella vita di Elisa Di Francisca essere donna è mai stata all’origine di freni o limiti posti dall’esterno?
«Sono sincera, no. Anzi è sempre stato un valore aggiunto e un fattore positivo. In generale credo che una donna, se si fa valere e è in gamba, possa anche avere qualche opportunità in più degli uomini».

Lontana dalle pedane, e in pausa dalla scherma dopo l’argento alle Olimpiadi di Rio, cosa sta vivendo Elisa?
«Delle tante nuove esperienze che sto facendo, sto scoprendo da vicino altri sport che, al di fuori della scherma, fino a qui non avevo avuto modo di conoscere. Penso alla sci: mi è capitato di seguire dal vivo la discesa libera di Coppa del Mondo a Cortina, che non avevo mai visto. Oppure il rugby, al Sei Nazioni. E la prossima settimana toccherà al rally».

 

E nel privato?
«Il tempo libero da trascorrere con i miei familiari, con i miei affetti. E la vita di casa: cucino, faccio il pane, mangio. Ci rimetto qualche taglio alle mani in cucina ma è bello. E poi l’attesa: sono alla ventesima settimana, la data sarà intorno al 22 di luglio».