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Jesi

Esternalizzazioni in Ubi Banca, il giorno della protesta. Le Marche in prima linea

Coinvolte Jesi e Pesaro e poi Bergamo, Brescia, Bari, Cuneo, Chieti e Milano. «Direi che è una manifestazione ben riuscita e che abbiamo apprezzato l'attenzione dataci dalle istituzioni, dalla Regione in particolare», dice Egidio Valletta della Cisl

PESARO – Oggi è il giorno della protesta. Bancari in sciopero e sindacalisti in prima linea contro le esternalizzazioni in programma di Ubi Banca. Coinvolte Jesi e Pesaro, nelle Marche, e poi Bergamo, Brescia, Bari, Cuneo, Chieti e Milano. «Direi che è una manifestazione ben riuscita e che abbiamo apprezzato l’attenzione dataci dalle istituzioni, dalla Regione in particolare», commenta Egidio Valletta della Cisl.

A Pesaro, in piazza del Popolo con i manifestanti, anche Luca Ceriscioli, il governatore delle Marche e il consigliere regionale Andrea Biancani. «L’esternalizzazione dei servizi, decisa da Ubi Banca, rappresenta un rischio importante per il credito della nostra regione. Già gli scossoni, nel sistema bancario regionale, sono stati grandi in questi anni: non possiamo permetterci ulteriori riduzioni in termini di presenza e di servizi nei confronti di una comunità industriosa che ha bisogni di crescere e svilupparsi», ha detto Ceriscioli.

«La vicinanza della Regione a questa battaglia – ha detto Ceriscioli – è una vicinanza a tutti i marchigiani che hanno bisogno di uno strumento essenziale, rappresentato dal credito. I sindacati, tutti insieme, stanno manifestando perché vogliono una regione migliore e noi siamo con loro», conclude il governatore.

Il governatore Luca Ceriscioli a Pesaro

La mobilitazione è stata indetta dai sindacati di categoria Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin, per contrastare l’esternalizzazione della società di servizi Ubiss verso società private appartenenti ai gruppi BCube ed Accenture.

L’INCONTRO CON RICCI – «Incontro interlocutorio, ma non siamo soddisfatti». Così il sindaco della città rossiniana Matteo Ricci, dopo il confronto in Comune con i rappresentanti di Ubi chiesto dallo stesso sindaco. Al responsabile Macrorea Marche-Abruzzo Roberto Gabrielli, al responsabile provinciale Massimo Tombolini e al responsabile Area Crediti Mario Spaltini, Ricci pone con forza le due note questioni.

La prima, è l’esternalizzazione dei servizi che ricadono sui dipendenti operanti sul polo di Pesaro: «Abbiamo ribadito la nostra vicinanza ai lavoratori», dice Ricci. «È inspiegabile un’operazione di esternalizzazione che riguarda solo l’uno per cento dei dipendenti del gruppo. Non si comprende il senso strategico. Tra l’altro, dei 200 dipendenti coinvolti in totale (su 20 mila del gruppo, ndr), un quarto di questa cifra ricade su Pesaro. Sono condivisibili i dubbi dei dipendenti. Ci rivedremo dopo la trattativa che si aprirà tra azienda e sindacati. Ma garantiamo il massimo sostegno a dipendenti e sindacati in questa battaglia: auspichiamo che i vertici di Ubi cambino idea».

Altro fronte sul tavolo, il sostegno alle attività del territorio: «Anche su questo punto il confronto è stato interlocutorio. Abbiamo esternato tutte le nostre perplessità: se vuole mantenere un rapporto vero e strategico con la città, è evidente che un grande gruppo come Ubi deve chiarire le strategie culturali, sportive e sociali sul territorio. Anche in termini di progettualità, sostenendole come faceva in passato Banca Marche. Se vogliono essere una banca del territorio non possono non essere presenti nella seconda città delle Marche e nella provincia. Non siamo soddisfatti: è giusto fare chiarezza sul tema». Sulle due questioni, precisa il sindaco, che prima del vertice parla con i dipendenti in piazza, «ci rivedremo entro fine ottobre. E contiamo di avere risposte serie e strategiche su entrambi i fronti

A Pesaro sono 52 le persone coinvolte nel piano di ristrutturazione dell’istituto di credito. La protesta in piazza del Popolo già dalle 8 circa.

Ubi Pesaro
La protesta dei dipendenti della banca Ubi Pesaro

A Jesi invece, dove sono giunti l’assessora regionale Manuela Bora e il consigliere Enzo Giancarli il presidio si è svolto davanti ai cancelli della sede della banca dalle ore 8.15. Quindi in entrambe le città è seguita l’assemblea dei lavoratori.

Vicinanza è stata espressa, a Jesi, dall’assessora Bora: «Ai lavoratori va tutta la solidarietà mia personale e del governo regionale. Ogni soluzione individuata va concordata con le organizzazioni sindacali, in quanto non possono essere i lavoratori a pagare scelte a questo punto unilaterali. Le ricadute sul territorio, come ribadito dal presidente Ceriscioli, sarebbero gravi anche sul fronte del credito, in una realtà, come quella marchigiana che ha bisogno di investimenti per crescere e ripartire».

Lavoratori e sindacati in assemblea a Jesi sulle esternalizzazioni di Ubi Banca

ECCO COSA PREVEDE IL PIANO – Ubi banca ha deliberato il trasferimento dei rami d’azienda di Ubi Sistemi e Servizi all’Accenture Services Technology Srl e alla BCube Spa, due società che si occupano di servizi finanziari e di organizzazione. Ubi cederà ad Accenture – una multinazionale di consulenza e servizi tecnologici con sede principale negli Stati Uniti – le mansioni di cassa centrale, assegni, bonifici, corporate banking interbancario, tributi e previdenza, trasferimento servizi di pagamento, carte e attivazione e cancellazione ipoteche. il progetto prevede inoltre la cessione dell’archivio casellario e delle spedizioni a BCube, azienda multinazionale che si occupa di logistica integrata e che ha sede a Casale Monferratro.

Interessati dall’esternalizzazione sarebbero, in otto piazze su tutta italia, un centinaio di dipendenti della Ubiss, in larga parte concentrati nelle Marche. Si parla di una cinquantina di lavoratori per la piazza di Pesaro che potrebbero passare ad Accenture: per Jesi dovrebbero passare a BCube, il servizio di archivio in cui sono oggi impiegati, 17 lavoratori (6 in Ubiss, gli altri in distacco da Ubi).