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Jesi

Etica, bio e bollicine nel nome del Verdicchio. Così cresce “Tenute Pieralisi”

Per l'azienda agricola di Maiolati Spontini due nuove etichette. La più importante lo Spumante Metodo Classico “1622”. «Un prodotto di élite, biologico, una bottiglia all’avanguardia nella nostra produzione», spiega il presidente Gennaro Pieralisi

MAIOLATI SPONTINI – Novità in cantina per l’azienda agricola Tenute Pieralisi, oltre 20 ettari di vigna dislocati soprattutto in Vallesina, in località Scorcelletti. Pronte due nuove etichette per questa realtà nata nel 2012 e che racchiude da sette anni ormai tutte le produzioni agricole della famiglia Pieralisi a cominciare dal vino fino ad arrivare all’olio e non solo.

È stato presentato questa mattina, lunedì 28 ottobre, nella casa colonica, sede della sala degustazione, a Scorcelletti lo Spumante Metodo Classico “1622”. «Un prodotto di élite, biologico, una bottiglia all’avanguardia nella nostra produzione», spiega il presidente delle Tenute Pieralisi Gennaro Pieralisi.

Verdicchio (85%) e Chardonnay (15%) per queste bollicine la cui produzione prevede quattro anni di affinamento in cantina prima della sboccata. «Una bottiglia che esprime il legame con il territorio – spiega l’enologo Simone Schiaffino – e rappresenta il grande impegno che c’è dietro al risultato ovvero un lavoro duro sia in vigna sia in cantina». Uno dei maggiori esperti di vino italiano, Nicolas Belfrage, ha detto di questo spumante che «è una vera delizia per i palati più esigenti che ne hanno avuto abbastanza dell’ordinario».

Sarà una piccola produzione, orientata soprattutto al mercato italiano spiega Davide Orrù direttore commerciale. «È un vino elitario e non poteva mancare nella nostra offerta enologica in quanto il Metodo classico rappresenta il “non plus ultra” della tradizione spumantistica». Lo spumante, nel nome, vuole rendere omaggio al monaco benedettino di Fabriano Francesco Scacchi che per primo nel volume “De salubri potu dissertatio” (1622) teorizzò i vantaggi della conservazione del vino delinenando le basi della preparazione degli spumanti.

Il brindisi con lo “Spumante Metodo Classico 1622”

Nell’occasione presentato anche il “Nativo”, Verdicchio del Castelli di Jesi doc classico. Con questo vino si completa la gamma delle Tenute Pieralisi e che come gli altri è realizzato senza l’aggiunta di lieviti industriali ma indigeni. «Una scelta che punta a valorizzare il legame con il territorio in quanto i lieviti usati sono quelli dell’uva stessa che cresce qui su queste colline e che daranno più tipicità al vino», spiega Schiaffino. «Non cerchiamo la perfezione stilistica ma vini emozionali», conclude Orrù. E le gratificazioni non sono mancate: con il “Re di Ras” (Rosso Piceno doc) l’azienda agricola ha ottenuto una prima Medaglia d’oro all’ITC di Vienna a settembre seguita da una seconda al Mundus vini in Germania.

«E riconoscimenti arrivano anche per la qualità del lavoro qui, in azienda, per i lavoratori. Da pochissimo abbiamo ottenuto infatti una Certificazione Etica», spiega l’amministratore delegato Andrea Pieralisi. Che continua: «Nel 2012 abbiamo scelto un nuovo percorso con l’azienda Tenute Pieralisi puntando sul biologico e su tecniche diverse come la fermentazione spontanea per i vini bianchi. Possiamo dire di aver iniziato a camminare in un mondo nuovo dove conta non solo la qualità del prodotto ma anche quella dell’ambiente, del paesaggio e del modo di lavorare».

Tra i mercati di riferimento dell’azienda, oltre all’Italia che assorbe il 40% dei volumi, l’Inghilterra, il Canada, gli Usa e il Giappone. Cinque da oggi le etichette proposte, per una produzione media annuale per tipologia di circa 5/6 mila bottiglie.