Centro Pagina - cronaca e attualità

Jesi

“Donne Oppresse”: il Soroptimist Jesi per Orange the world contro la violenza sulle donne

Il convegno è in programma giovedì 25 novembre alle ore 19 al Circolo cittadino di Jesi. Modera Giovanni Filosa

Le socie del Soroptimist club di Jesi durante un evento

JESI – Esistono molti modi per sentirsi vittime di un abuso, non necessariamente ricevendo degli schiaffi. Nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”, denominato “Orange the world”, che cade il 25 novembre, il Soroptimist club di Jesi – organizzazione tutta al femminile che agisce con le donne e per le donne – organizza un incontro di riflessione intitolato “Donne Oppresse”. L’evento, in programma giovedì 25 novembre alle ore 19 alla sala del Lampadario del Circolo Cittadino di Jesi con il patrocinio del Comune, sarà moderato (non a caso) dal giornalista Giovanni Filosa. Con la sua professionalità e il tono scanzonato, Filosa saprà sottolineare con adeguata leggerezza l’importanza del tema che sarà dibattuto seguendo due prospettive: da un lato, la “condizione delle donne rifugiate: da cosa fuggono e di cosa hanno bisogno” con la testimonianza della vice presidente di Fondazione Pangea Simona Lanzoni; dall’altro la “diversità di genere e mondo del lavoro” con la global communication executive director di Angelini Pharma Daniela Poggio.

Uno degli eventi a cui l’associazione tiene di più…

«Sì, è un appuntamento a cui teniamo molto – sottolinea la presidente del Soroptimist Catia Mastantuono – ogni anno, in collaborazione con il Comune e le altre associazioni del territorio partecipiamo e promuoviamo iniziative su questo tema così delicato e importante, che è la violenza di genere. Lo scorso anno abbiamo puntato l’attenzione sulla mortificazione della donna nel settore culturale, facendo levare le voci di 16 professioniste il cui lavoro ruota in qualche modo attorno all’arte. Ne è uscito un bell’evento online, essendo ancora in lockdown».

Ora, sebbene con le restrizioni delle normative vigenti, l’evento sarà in presenza.

«Stavolta, con la piacevole possibilità di incontrarci, abbiamo voluto invitare due protagoniste di scenari diversi ma accomunati dall’oppressione della donna in contesti diversi. Simona Lanzoni, la vice presidente di Fondazione Pangea, è attiva per la promozione dei diritti delle donne e della loro libertà e pari opportunità in Italia e nel mondo. L’empowerment economico, socio culturale e sanitario, la microfinanza, la prevenzione e il contrasto alla violenza sono gli strumenti utilizzati nel lavoro quotidiano. Ha lavorato in Afghanistan, India, Nepal ed in altri paesi africani. Oggi impegnata sulle policy e la progettazione strategica dell’attuazione dei progetti di Pangea, attraverso i quali molte donne rifugiate hanno trovato una vita nuova in Italia e anche nelle Marche. L’altra voce che il Soroptimist Jesi accoglierà sarà quella di Daniela Poggio, ora Executive Director Global Communications di Angelini Pharma, ma in passato Direttrice della Comunicazione di Sanofi e di Goodyear Dunlop. Ha anche lavorato in Vodafone. Giornalista, collabora anche con il Corriere della Sera – La27Ora sui temi della violenza di genere e del gender gap, insegna “Brand journalism” presso la Facoltà di Relazioni Pubbliche dell’Università Iulm di Milano. Con Daniela Poggio – continua la presidente – parleremo di questo sistema che penalizza le donne nelle carriere, di come le donne vengono escluse dai ruoli apicali delle società, delle organizzazioni no profit e delle realtà imprenditoriali, ma di come ci sia bisogno di loro quando si verificano criticità e crisi».

Il Soroptimist lavora d’intesa con il Comune e con altre associazioni del territorio?

«Siamo a disposizione per collaborare – continua Catia Mastantuono – con Comune, Casa delle donne e associazioni. La Consulta delle Donne può essere un ottimo soggetto mediatore tra tutte le componenti legate al mondo femminile del territorio, per farle lavorare insieme e dare a tutte la giusta visibilità».

Ma oltre alle associazioni, il Soroptimist – che nell’occasione dell’evento festeggia i suoi tre anni di fondazione – ha anche allacciato una bella collaborazione con l’Arma dei Carabinieri per il progetto “Una stanza tutta per sé”, che richiama al titolo del saggio di Virginia Woolf.

«E’ un progetto avviato dalle Forze dell’Ordine insieme al Soroptimist Italia con lo scopo di sostenere la donna nel delicato e incisivo momento della denuncia di violenze e abusi, nel percorso verso il rispetto e la dignità della sua persona – conclude la presidente – si tratta di un vero spazio fisico dedicato a donne e minori vittime di violenze e abusi. Uno spazio per loro, con colori e disegni sulle pareti, dove essere accolti nel momento difficile della formalizzazione della denuncia».