Jesi, discussione aperta sul biodigestore

Molto partecipata l'assemblea pubblica organizzata dal Movimento 5 Stelle, che ha ribadito la propria contrarietà all'impianto di trattamento della frazione organica dei rifiuti

L'assemblea del M5S a palazzo dei Convegni

JESI – Molto partecipata e ben riuscita l’assemblea organizzata dal M5S a Palazzo dei Convegni di Jesi, giovedì 13 giugno, sul biodigestore da realizzare in zona Coppetella-Interporto. Durante la serata è stato analizzato il modello di funzionamento dell’impianto sulla base dello studio di fattibilità realizzato da NE Nomisma Energia Srl e IGW Srl per conto di ATA2-Ancona.

«Sono stati evidenziati, quindi, in maniera dettagliata ed inequivocabile – evidenziano i pentastellati jesini – gli impatti di natura ambientale indubbiamente significativi del digestore sul nostro territorio, già classificato dalla Regione Marche come Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale. È stata altresì evidenziata una scarsa ragionevolezza della proposta dal punto di vista energetico nonché la sua dubbia sostenibilità economica, che si regge sull’ottenimento di ingenti incentivi pubblici statali. Il tutto assomiglia più ad una operazione finanziaria che ad un reale servizio sostenibile, produttivo e vantaggioso, come ribadito anche in alcuni comunicati dalla portavoce consigliera regionale M5S Umbria, Maria Grazia Carbonari. Sulla stessa linea Sauro Presenzini, Presidente WWF Perugia, raggiunto telefonicamente, che ha messo in dubbio la bontà di impianti fotocopia di quello proposto a Jesi e portati a modello da alcuni esponenti dell’Amministrazione e dalla maggioranza jesina a sostegno del progetto dell’ATA2».

Successivamente agli interventi dei consiglieri regionali, Romina Pergolesi (M5S Marche) e Marco Cacciatore (M5S Lazio – Presidente X Commissione Consiliare Regionale Rifiuti), è stato proposto un modello di gestione del rifiuto umido, sottolinea il Movimento di Jesi, «totalmente diverso ed opposto a quello tanto caro a PD ed alcuni esponenti civici cittadini, basato su tecnologia aerobica, su criteri di prossimità  e, soprattutto, sulla redistribuzione della “ricchezza rifiuto” direttamente ai cittadini, contrapposto al modello accentratore proposto». Partecipato il dibattito.

«Ringraziamo l’amministrazione M5S di Castelfidardo – scrivono in una nota i pentastellati locali – che ha pubblicamente espresso apprezzamento per il lavoro esposto e gli altri portavoce del  M5S di comuni limitrofi intervenuti o presenti all’assemblea. Unica nota stonata della serata è stato l’intervento dell’assessore all’ambiente del comune di Jesi, Cinzia Napolitano che, senza controargomentare nel merito le tesi dettagliatamente esposte dai relatori, ha pensato bene di cimentarsi in un pessimo quanto vano tentativo di screditare gli interlocutori con la palese volontà di difendere l’oramai palesemente indifendibile digestore».

Il tavolo dei relatori dell’assemblea pubblica sul biodigestore

«Occorre rivalutare la scelta dall’inizio perché non è mai stata fatta una seria comparazione della fattibilità, in provincia di Ancona, di diversi modelli di gestione della FORSU; una carenza che ha viziato completamente il dibattito e la procedura seguita e che rischia di ipotecare concretamente il futuro e lo sviluppo sostenibile dei prossimi anni in provincia», così la consigliera regionale del M5S Marche, Romina Pergolesi.

Il Presidente del Comitato Tutela Salute e Ambienta Vallesina Massimo Gianangeli, fra i relatori dell’incontro, ha chiarito ulteriormente la posizione del Comitato: «Un film già visto. Si tenta di nuovo di caricare territori già provati che andrebbero invece risanati. Il tutto per ottenere, ancora una volta incentivi pubblici, unico vero core business dell’operazione. Non ci fermeremo qua, daremo battaglia per salvaguardare ambiente, salute, territorio e tasche dei cittadini, come già avvenuto in occasione della riconversione Sadam o dell’affaire biogas Marche».

«I cittadini sono stati tenuti completamente fuori da questa discussione. Già lo scorso ottobre avevamo chiesto un passaggio in consiglio comunale aperto che a tutt’oggi è stato negato alla città e al territorio. Per la prossima seduta del consiglio tornerò ad richiedere nuovamente di valutare daccapo l’intero percorso e di coinvolgere i cittadini utilizzando gli strumenti di partecipazione previsti dai regolamenti comunali: un forum tecnico ed una commissione, aperti alla partecipazione attiva dei cittadini, da avviare prima di qualsiasi decisione del Consiglio Comunale», ha concluso la consigliera comunale M5S Jesi, Claudia Lancioni.