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Jesi

Disabilità, il Distretto di Jesi rimane senza assistente sociale

«Servizi per i disabili non esistono più»: la denuncia delle associazioni Gruppo Solidarietà di Moie e Il Mosaico che annunciano interventi alla Procura delle Repubblica

JESI – Il Gruppo Solidarietà di Moie e l’associazione Il Mosaico denunciano la grave situazione dei servizi deputati alla valutazione e presa in carico delle persone con disabilità nel Distretto di Jesi.

Lo scorso mese di maggio il Gruppo Solidarietà, realtà di volontariato che dal 1970 si occupa di sociale nel nostro territorio, aveva denunciato la presenza di una sola assistente sociale nel territorio del distretto di Jesi per le persone con disabilità adulta. Ad oggi la situazione è peggiorata: «L’Unità multidisciplinare (UM) per l’età adulta – spiega il Grusol –  è ora sprovvista anche dell’unica assistente sociale presente. Una situazione di una gravità abnorme. Nel territorio dell’Ambito sociale 9 sono circa 450  le persone con disabilità che fruiscono di servizi (assistenza scolastica, educativa, domiciliare, inserimenti lavorativi, centri diurni, residenzialità) per le quali la funzione delle Unità multidisciplinari è obbligatoria. A queste si aggiungono, a prescindere dalla fruizione di servizi,  altre persone con disabilità che si rivolgono alle UM per le funzioni ad esse assegnate (informazione, prevenzione, valutazione, ecc …)».

Una situazione che di fatto si traduce in un taglio dei servizi con la conseguenza, inevitabile, di avere ricadute pesanti sulla qualità della vita dei disabili e delle loro famiglie. «In questi giorni, ad esempio, si stanno definendo i progetti personalizzati riguardanti la legge per il “Dopo di noi” – prosegue il Gruppo Solidarietà con sede a Moie di Maiolati – Come avviene e chi realizza l’obbligatoria valutazione multidimensionale? In cosa consiste la multidisciplinarietà dell’équipe? Asur e regione Marche trovino il coraggio di fare nella forma quello che stanno facendo, subdolamente da tempo, nella sostanza: chiudere formalmente questi servizi. Perché sono servizi che non esistono più. Esistono singole figure professionali che fanno, nella condizioni in cui si trovano, quello che possono». Nei prossimi giorni il Gruppo Solidarietà e Il Mosaico chiederanno alla Procura delle Repubblica di verificare l’esistenza di responsabilità per il danno arrecato alle persone che si vedono negati interventi di cui hanno diritto.