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Jesi

I Desaritmia aprono la Festa del Verdicchio a Staffolo

Intervista alla band romagnola-marchigiana che la sera del 15 agosto si esibisce sul palco della popolare manifestazione giunta quest'anno alla 54esima edizione. Il concerto si tiene nel Piazzale dei Martiri

STAFFOLO- Galeotta fu una serata con Fabrizio Frizzi. Da allora, quando correva l’anno 2016, i Desaritmia nascono… e nascono sotto una buona stella. La band è ricca di talento e alla base c’è la formazione personale di ognuno dei suoi compolnenti al Conservatorio. Oggi, nel giorno di Ferragosto, aprirà le serate live della 54esima Festa del Verdicchio in scena fino a domenica prossima, 18 agosto, a Staffolo, tra musica, degustazioni guidate, stand, giochi educativi, raduno di quad, gara di pigiatura e fuochi d’artificio.

Il vostro nome la dice lunga…
«Sì, abbiamo giocato sul termine ritmo giusto per complicarci un po’ la vita quando dobbiamo spiegarne il significato! Ma il nostro è un nome che ha avuto metamorfosi nel tempo perché siamo statI noi stessi a cambiare. Inizialmente eravamo in tre e formavamo un trio acustico nato nel 2015: Gianmaria Tombari di Fano, Valerio Lucentini di Novafeltria e me, Stefano Bartoloni di Moie. Poi nel 2016 abbiamo conosciuto Anna Ghetti di Forlì. Un incontro che ci cambiò artisticamente…».

In che senso?
«
Noi tre eravamo tra gli ospiti musicali della serata Premio Gianni Ravera ad Ancona, serata presentata da Fabrizio Frizzi. Per l’occasione ci hanno affiancato una cantante, era Anna. Siamo subito entrati in sintonia e da allora abbiamo iniziato a collaborare insieme. Ma i Desaritmia con la formazione che vedrete questa sera a Staffolo sono ufficialmente nati quest’anno, nel 2019. Gianmaria ha 26 anni e suona la marimba e synth elettronico; Valerio 25enne è alle tastiere; Anna è la nostra voce; io, Stefano, ho 25 anni e suono la batteria; poi ci sono Francesco Ottaviano di 25 anni originario di Castel San Pietro Terme suona il basso elettrico e Simone Rango 21enne di Pianello Vallesina che suona la tromba».

Come vi definite artisticamente?
«Una band il cui genere è un mix tra ska, raggae, latin: in una parola pachanca. Manteniamo però sempre i testi in italiano senza distaccarci dalla tradizione della nostra lingua madre. Testi e musica sono tutti pensati e studiati direttamente da noi. A Staffolo suoneremo e canteremo nuovi inediti e cover».

Come arrivano le ispirazioni?
«Dipende. A volte partiamo da una tematica, altre da una base musicale che nasce da uno di noi, altre volte capita di chiuderci in sala prove ed elaborare».

A quando il vostro primo album?
«Nel 2020. In teoria l’album è pronto e durante il concerto di Staffolo è possibile ascoltare le tracce. Il titolo del disco rimane però top secret».

Come conciliate gli impegni tra studio, lavoro e live?
«Passione e sacrifici. Le nostre agende si incastrano tra gli impegni della band! Un grazie va anche ai tanti amici musicisti che sono sempre pronti ad aiutarci quando si accavallano le date».

Quali gli appuntamenti a cui vi sentite più legati?
«Per noi è stato importantissimo partecipare ad alcuni Festival. Abbiamo suonato e cantato con molto orgoglio al festival Parco Artbiotico a Urbino, al Festival Gulliver ad Ancona, MusicaW a Castellina Marittima, Memorabilia Festival a Porto Recanati. Oltre all’apertura della Festa del Verdicchio inaugureremo anche il Frogstoch di Riolo Terme in provincia di Ravenna il prossimo 21 agosto».