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Jesi

Da Jesi al Principato di Monaco: Claudio, il concierge nelle ville da 200 mila euro al mese d’affitto

Cresciuto al quartiere Prato, i suoi due fratelli vivono in città. Gli studi al Liceo Linguistico "Da Vinci" e l'università a Bologna. Poi il cambio di direzione, nel settore alberghiero, e la "scommessa", vinta, di provarci lontano da casa

Claudio Lotito
Claudio Lotito

PRINCIPATO DI MONACO – «Quando ho tentato la mia chance, affidando il curriculum ai vari hotel monegaschi, non ci speravo proprio. Invece è andata bene. Mi hanno dato appuntamento per un colloquio e in poco tempo sono stato assunto».

Nel Principato di Monaco il luogo più sfavillante, in tutti i sensi, è proprio Montecarlo, uno dei suoi quattro quartieri. Ed è proprio qui che abbiamo conosciuto uno jesino che ci lavora, ormai, da una decina d’anni, Claudio Lotito. Con lui uno dei fratelli, Giovanni, “salito” da Jesi per una rimpatriata in famiglia.

Claudio Lotito, 48 anni, è cresciuto al quartiere Prato, scuole elementari “Mazzini”, medie alla “Federico II”, Liceo Linguistico “Da Vinci” e poi l’università a Bologna. A Jesi vive ancora una buona “parte” della sua famiglia, i due fratelli: Giovanni, appunto, e Francesco.

«In Francia sono andato come lettore di italiano poi sono ritornato a Bologna per insegnare la lingua italiana agli stranieri invece di diventare prof di francese, lingua nella quale mi sono specializzato. Quindi ho deciso di cambiare completamente settore, cercando un impiego nell’alberghiero dopo un periodo di formazione specifica. Siccome in zona non trovavo nulla di interessante sono partito per la frontiera italo-francese, nel 2008, Ventimiglia, in particolar modo la frazione di Grimaldi, dove mia madre è cresciuta e una sua amica mi aveva invitato a “cercare” da quelle parti».

Grimaldi è l’ultimo lembo d’Italia prima di Mentone «e per me è sempre stato il luogo delle vacanze. Costa Azzurra a due passi, grandissimi alberghi, Monaco, che offrono tantisime possibilità. Non ci avevo mai pensato ma alla fine l’ho trovata un’idea geniale quella di cercare lavoro lì e sono partito».

Diversi anni negli alberghi, diverse mansioni. Il primo impiego è stato receptionist di notte.

«Primi anni di lavoro come frontaliere – ricorda Claudio una categoria che a Ventimiglia conta almeno 5 mila persone che fanno la spola tra Italia e Francia, tutte le mattine. Alla prima opportunità che mi hanno offerto di giorno, dopo tre anni, l’ho accettata».

All’inizio è stata necessaria una particolare formazione perché quella che aveva acquisito andava bene per strutture di piccole dimensioni mentre «qua siamo a cinque stelle, alberghi con 600 camere. Quindi ho dovuto imparare tanto in reception. Ho fatto anche un periodo come governante, cioè controllore delle camere prima di renderle ai clienti dopo le pulizie».

Qualcosa, però, è cambiato per Claudio, oltre al fatto di aver messo su famiglia. «Attualmente sono sempre nello stesso settore, più o meno, ma invece che di alberghi mi occupo di residence di lusso come concierge. In particolare, si tratta di un complesso di tre ville con una portineria e siamo in sei, a turno, al servizio dei residenti».

Che non sono, ovviamente residenti qualunque…

«Si tratta di affittuari, non proprietari, la media per l’affitto è di 200 mila euro al mese tutto compreso, anche i servizi dell’hotel adiacente. La società per la quale lavoro è quella del principe Alberto, la Sbm, Société des Bains de Mer, fondata a suo tempo per gestire hotel, casinò, svago, gastronomia. E possiede la quasi totalità di tutto quello che a Monaco produce turismo».

Chi c’è adesso in quelle ville? La curiosità è tanta e, guarda caso, «ci sono miliardari russi, che hanno preso il posto degli italiani, e uno svizzero. Gli arabi sono sempre buoni clienti ma i russi vanno per la maggiore».

Queste ville hanno liste di attesa, tanto che rimangono vuote per poco tempo.

«A breve ci sarà un cambio di residenza, c’è un posto libero per chi vuole… Qui nel Principato sono ospitate tante personalità conosciute, anche italiani, da Loris Capirossi a Flavio Briatore. Sia per avere la residenza che per impiantarci un’attività. Altri, come i miei clienti, stabiliscono qui la seconda o terza casa. Un russo oltre che aver affittato la villa qui ne possiede una sulle Alpi francesi, un’altra a Saint Tropez e credo una… reggia a Mosca».

Ritornare a Jesi è sempre più complicato anche se «ci sono stato di recente, mi piace farlo, ma ci riesco solo una volta, più di rado due, all’anno. Mi sono sposato con una francese, abbiamo una bimba di 6 mesi, vivo a Mentone. La residenza francese significa una situazione fiscale migliore. Credo che da qui non mi muoverò più. Sono a posto, si è chiuso un cerchio».

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