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Jesi

Cura e rigenerazione degli spazi pubblici, Jesi in Comune: «Forse avevamo ragione noi»

Prorogata al 14 giugno la scadenza delle osservazioni al regolamento sui beni comuni. Il movimento d'opposizione ricostruisce la vicenda

Una veduta del centro storico di Jesi

JESI – Regolamento sui beni comuni, prorogata la scadenza per l’invio delle osservazioni. C’è tempo fino al 14 giugno. Lo schema di regolamento è già pubblicato ma, ad oggi, non sono pervenute indicazioni dai cittadini. E l’amministrazione ha scelto di concedere ulteriore tempo.

«Per una volta, una sola, la maggioranza poteva ammettere che avevamo ragione noi – va all’attacco Jesi in Comune -. Non è compromettente né grave, davvero, magari solo segno di onestà intellettuale. Circa due anni fa si è iniziato (maggioranza e opposizione insieme) a discutere di adottare anche a Jesi un regolamento sui beni comuni, dopo che da anni veniva sperimentato in altre città e dopo che SpazioOstello ne aveva discusso proprio all’interno di quello che era un bene comune della città (ora non più, per volontà di questa Amministrazione comunale). Si sono svolte poche riunioni informali (con una preponderante presenza dell’opposizione rispetto alla maggioranza) e poi il silenzio. Fino a quando arriva direttamente il regolamento per l’approvazione in Consiglio comunale, senza che sia stata data continuità agli incontri con i gruppi consiliari e, soprattutto, senza aver minimamente coinvolto la città, le associazioni, i movimenti, cioè coloro che dovrebbero collaborare con l’Amministrazione comunale, in un clima di reciproca fiducia, nella cura e nella rigenerazione dei beni comuni».

Appena venuti a conoscenza dell’intenzione di approvare questo regolamento, Jesi in Comune ha scritto al presidente del consiglio comunale, Daniele Massaccesi e a tutti i consiglieri e le consigliere, «segnalando l’ossimoro dell’approvazione di un regolamento sui beni comuni senza nessun tipo di partecipazione e sollecitando un ripensamento sul punto, prima di arrivare a chiedere noi direttamente, in conferenza dei capigruppo, il rinvio formale della pratica. Per tutta risposta ci viene comunicato che il regolamento (dopo la nostra mail) è stato pubblicato sul sito e che fino al 24 maggio i cittadini potranno inviare segnalazioni sul punto e quindi non ci sarebbe alcun motivo per non procedere immediatamente all’approvazione dello stesso. Entro il 24 maggio non arriva però nessuna osservazione da parte dei cittadini, che ovviamente non erano a conoscenza dell’esistenza di questo regolamento, né tantomeno della possibilità di intervenire, visto che nessuna comunicazione era stata predisposta a tal fine. Arriva però, fortunatamente, una richiesta di rinvio da parte di alcune associazioni culturali della città che in qualche modo, più o meno fortuito, erano venute a conoscenza della vicenda».

La Giunta propone quindi al consiglio comunale di votare il rinvio della pratica e di prorogare il termine per le osservazioni al 14 giugno. «Tutto è bene quel che finisce bene. Ma quindi la nostra richiesta tanto bistrattata in realtà era semplicemente giusta? E poi: perché proprio ora? Perché tanta fretta? Forse per potersi rivendere anche questo nella imminente campagna elettorale, senza la responsabilità di averlo dovuto applicare nei dieci anni di governo della città?».

La collaborazione con i cittadini attivi può prevedere differenti livelli di intensità dell’intervento condiviso sugli spazi pubblici e sugli edifici, ed in particolare: la cura occasionale, la cura costante e continuativa, la gestione condivisa e la rigenerazione. Le persone potranno pertanto realizzare interventi, a carattere occasionale o continuativo, di cura o di gestione condivisa degli spazi pubblici e degli edifici periodicamente individuati dall’amministrazione o proposti dai cittadini stessi.