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Jesi

Emergenza Covid e sociale a Jesi, Pesaresi: «Mantenuti i servizi, unici nelle Marche»

I dati forniti ai consiglieri dal direttore dell'Azienda Servizi alla Persona: «Seguite le chiusure disposte dalla Regione ma dove le famiglie l'hanno accettata abbiamo portato a domicilio l'assistenza»

Franco Pesaresi, direttore Asp 9

JESI – «Siamo stati gli unici nelle Marche ad aver mantenuto attivi tutti i servizi, con l’eccezione delle chiusure espressamente disposte dalla Regione». Lo ha rivendicato Franco Pesaresi, direttore dell’Azienda Servizi alla Persona, nel fare il punto, davanti ai consiglieri comunali riuniti in videoconferenza, sulla risposta in città dei servizi sociali all’emergenza Covid-19. «Chiusi centri di aggregazione e integrazione, tirocini di inclusione, centri Alzheimer e diurni per disabili – ha specificato Pesaresi – ma nei casi in cui è stato possibile e le famiglie l’hanno accettata abbiamo portato a domicilio assistenza e servizi».

Riunione in videoconferenza dei consiglieri comunali per fare il punto sui servizi sociali nel corso dell’emergenza Covid-19

Spiega il direttore dell’Asp: «Degli 88 beneficiari di assistenza educativa a scuola in 33, ovvero il 37%, l’hanno vista proseguire a domicilio. Quando l’abbiamo proposto, inizialmente molte famiglie, anche per timori assolutamente comprensibili, hanno preferito non usufruirne ma mano a mano i numeri sono cresciuti. Ventidue, rispetto ai 30 pre-Covid, gli utenti dell’assistenza domiciliare, il 73%. Abbiamo procurato noi alla cooperativa, che aveva difficoltà a reperirne, i dispositivi di protezione individuale. In questo settore ad essere rimaste prive del servizio a casa sono state soltanto le famiglie che hanno preferito farne a meno».

Inoltre, «16 su 26 le persone con disabilità grave che hanno continuato ad essere assistite a domicilio, il 61%. Di nove adulti seguiti da un’assistenza a casa, quattro lo sono tuttora. I servizi per gli anziani sono fruiti attualmente dal 73% degli utenti».

Afferma Pesaresi: «Abbiamo cercato quanto più possibile di non lasciare sole le famiglie. Con la chiusura del Centro diurno Alzheimer, siamo rimasti vicini con contatti telefonici e la fornitura di video e schede di esercizi per stimolare l’attività cognitiva. Aperti i servizi per minori così come quelli del Siproimi, ex Sprar, per la gestione dei migranti. La Casa delle Genti per senza fissa dimora ha esteso in questi mesi la sua apertura anche alle ore diurne per mantenere al suo interno gli ospiti».