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Jesi

Covid-19, l’imprenditore Pierluigi Bocchini: «Siamo un Paese senza futuro?»

Il presidente di Confindustria Marche Nord (Ancona) critica l'operato del governo sulla gestione dell'emergenza sanitaria e chiede di prendere immediatamente i soldi del Mes

Pierluigi Bocchini (foto dal profilo Fb personale e ufficiale)

JESI – «Improvvisazione, incapacità e presunzione». Pierluigi Bocchini, presidente di Confindustria Marche Nord (Ancona) descrive così l’agire del governo Conte, a cui chiede di prendere immediatamente i soldi del Mes. Una bocciatura senza appello, insomma. L’imprenditore jesino, patron di Clabo, critica l’operato dell’Esecutivo nella gestione dell’emergenza sanitaria, partendo dal suggerimento del ministro Speranza di restare quanto più possibile nelle proprie abitazioni.

«Il Governo ha sprecato 9 mesi chiedendosi cosa sarebbe stato meglio fare, distribuendo mance elettorali a pioggia, acquistando banchi con le rotelle e mascherine inutilizzabili senza la benché minima visione di sistema, senza strategie di gestione dell’uscita dalla pandemia – tuona Bocchini -.
Terapie intensive? Sub intensive? Personale ospedaliero? Tamponi? Test rapidi? Trasporti per gli studenti? Vaccini influenzali? Tracciamento? Di tutto questo nemmeno l’ombra. E non diteci che la colpa è degli italiani che non scaricano l’app Immuni, perché se per assurdo quella fosse la soluzione andrebbe responsabilmente resa obbligatoria. Improvvisazione, incapacità e presunzione caratterizzano l’agire di questo governo, purtroppo in ogni ambito: economia, sanità, istruzione, infrastrutture. Se questo Paese non sarà in grado di sviluppare le capacità necessarie a reagire nel modo migliore potrà desolatamente definirsi come un Paese senza futuro».

E adesso? Il presidente di Confindustria Ancona non ha alcun dubbio: «Il vero problema del Covid non è la malattia in sé che ha una letalità modesta ed in diminuzione. La criticità sta nella sua contagiosità e nel rischio che si entri in crisi sanitaria con la conseguente necessità di blocchi, anche delle attività produttive. Ecco perché è assolutamente indispensabile prendere i soldi del MES: oltre che per il risparmio di 300 milioni l’anno, non banale, ma anche per io vincolo di destinazione nell’utilizzo dei fondi che obbligherebbe il governo ad investire nel Sistema Sanitario senza se e senza ma. È questa la vera priorità ora».