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Jesi

Covid-19, l’ex Murri di Jesi per gli asintomatici e i malati lievi?

L'immobile a ridosso dell'ospedale Carlo Urbani, già proposto quale ubicazione dei positivi dal sindaco Massimo Bacci, è in fase di valutazione da parte dell'Asur Marche e dell'assessore regionale alla sanità, Filippo Saltamartini

Il vecchio ospedale Murri di Jesi

JESI – L’ex ospedale Murri per accogliere i positivi al Covid, con riferimento agli asintomatici e ai malati lievi che non hanno possibilità di restare in quarantena a casa. Era stato il sindaco Massimo Bacci, durante la prima ondata dei contagi, a lanciare la proposta, poi accantonata con l’evolversi della situazione e la contrazione epidemica. Ma ora, grazie anche alla spinta del neo-assessore regionale alla sanità, Filippo Saltamartini, è tornata al centro del dibattito.

Un’idea su cui sta lavorando, in sinergia con Regione e azienda sanitaria, l’assessore ai servizi sociali, Marialuisa Quaglieri: «Ci stiamo confrontando quotidianamente su questa ipotesi – conferma l’esponente di giunta -. Il nostro è un giudizio assolutamente positivo. Il Murri è molto grande, i tecnici stanno facendo le valutazioni del caso. Il trend del contagio, purtroppo, è in crescita, ma ci sono anche tantissimi asintomatici, almeno a Jesi e in Vallesina, che hanno difficoltà a isolarsi dal resto della famiglia nelle proprie abitazioni. Abbiamo, insomma, l’esigenza di separarli. Crediamo che l’immobile di via dei Colli sia l’ubicazione ideale, di fianco al Carlo Urbani, dunque presidiato costantemente. Ringraziamo l’assessore Saltamartini per l’ascolto e la collaborazione».

L’assessora ai servizi sociali, Marialuisa Quaglieri

L’obiettivo è quello di ospitare i positivi al coronavirus di tutto il territorio circostante. «Abbiamo già dimostrato che Jesi è una città accogliente – riferisce l’assessore Quaglieri -. Siamo a disposizione delle persone che hanno bisogno. Crediamo che sia nostro dovere aiutare tutti. Dunque, se serve, questa città c’è. E apprezzo la sinergia che si è creata fra noi, l’assessorato regionale e l’Asur Marche su questa tematica».