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Jesi

Coronavirus, supporto psicologico al telefono anche a Castelbellino e Maiolati Spontini

L'iniziativa è stata ideata dalla psicologa Beatrice Clementi. Si chiama #ilpizzinodellavita. «Dobbiamo fare rete fra professionisti per aiutare le persone, non sottovalutiamo l'emergenza psicologica»

Foto di repertorio

JESI – Emergenza sanitaria e psicologica. Le restrizioni adottate per fronteggiare il coronavirus Covid-19 stanno mettendo in difficoltà molte persone, “sbarrate” nelle proprie abitazioni senza sapere quando si potrà riprendere la vita di un tempo. Il comune di Jesi ha già attivato un numero di telefono per il supporto psicologico, potenziato dopo la prima settimana a causa delle tante chiamate ricevute. E anche in Vallesina ci si organizza.

«La gente muore, da sola negli ospedali, o da sola in famiglia dalla disperazione. Non andrà tutto bene. C’è un’emergenza di cui nessuno parla, quella psichiatrica e psicologica. Io non mi arrendo al pensiero che può vincere la morte, per questo ho pensato che se vogliamo essere davvero utili possiamo prendere un foglio di carta e scrivere così: “Se ti senti triste, solo e disperato chiama questo numero. Non è mai troppo tardi per la speranza”. Poi lo infilate sotto il portone di ogni vicino nel vostro pianerottolo. Questo il messaggio che la psicologa-psicoterapeuta Beatrice Clementi sta facendo girare su Whatsapp. La decisione è legata a una recente tragedia che ha colpito la comunità in cui vive (una persona si è tolta la vita). «ilpizzinodellavita è il nome che ha dato al servizio.

«Non potremo salvare il mondo, ma almeno saremo davvero utili», scrive la professionista. Per il comune di Castelbellino è possibile pertanto chiamare la dottoressa Clementi al 338.8546689, mentre per Maiolati e la frazione di Moie ha dato la propria disponibilità la dottoressa Silvia Mercanti (339.4571147). L’auspicio è che anche altre psicologhe accolgano l’appello.

«Ci arrivano richieste sia da persone con disturbi psichiatrici, che il servizio pubblico non riesce in questo momento a gestire al massimo delle forze, che da altri cittadini senza disagi particolari – spiega la psicologa Clementi -. Comuni e Asur hanno attivato servizi di questo tipo, ma manca una collaborazione fra tutti noi. Cerchiamo di fare rete fra professionisti. Il pizzino veniva usato dalla mafia per veicolare morte, noi vogliamo usarlo per la vita. Un piccolo gesto che si spera possa diventare enorme con l’aiuto di tutti».