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Jesi

Coronavirus, il sindaco di Jesi: «Evitate luoghi affollati». E chiude due circoli di quartiere

L'amministrazione guidata da Massimo Bacci invoca senso di responsabilità, soprattutto ai più giovani. A breve l'ordinanza per lo stop a due centri sociali in cui si radunano le persone più a rischio (e vi sono stati contagi)

Il sindaco Massimo Bacci accanto agli assessori Luca Butini e Ugo Coltorti. Dietro di loro, il comandante della polizia locale, Cristian Lupidi

JESI – Locali pieni, feste private, cene e assembramenti di persone nelle piazze. Come se nulla fosse, molti giovani hanno trascorso il sabato sera in centro storico, ignorando sostanzialmente le direttive del governo e dei medici per arginare il contagio da coronavirus. Un comportamento che ha spinto il sindaco Massimo Bacci a convocare una conferenza stampa urgente, oggi pomeriggio domenica 8 marzo, per rimarcare l’importanza di evitare luoghi affollati, annunciando la chiusura dei circoli di quartiere frequentati anche da anziani (centro sociale Incontro e circolo Minonna). «Si sono verificati casi di contagio», rivela. Accanto a lui, il comandante della polizia locale, Cristian Lupidi e gli assessori Luca Butini, Ugo Coltorti e Marialuisa Quaglieri.

«La preoccupazione è legata al senso di responsabilità delle persone – spiega il sindaco Bacci, mostrando una foto del centro stracolmo di persone a mezzanotte -. In una parte della popolazione non vi è troppa consapevolezza sui giusti comportamenti da adottare. Le prossime settimane saranno quelle a maggior rischio, ci dicono gli scienziati. Mi rivolgo dunque ad anziani e malati cronici: restate a casa. Se proprio non potete, evitate luoghi affollati. E a tutti gli altri, con particolare riferimento ai giovani, lo stesso suggerimento. Adottare le precauzioni necessarie per non contrarre il virus, che si trasmette con facilità impressionante. Noi ci stiamo attenendo a quanto disposto dagli enti preposti. A breve, farò un’ordinanza per la chiusura immediata di due circoli cittadini, nei quali si sono verificati contagi. Se non verranno adottate tali misure, li chiuderemo per un periodo anche più lungo. Dobbiamo fare tutti uno sforzo».

Persone in centro a Jesi nonostante le direttive per arginare il coronavirus

«Alcuni medici delle zone focolaio si troveranno di fronte alla decisione difficilissima se rianimare o meno, sapendo che i pazienti aumentano di giorno in giorno – evidenzia il vicesindaco Butini, immunologo a Torrette -. Dobbiamo evitare che gli ospedali siano costretti a prendere quotidianamente tali decisioni drammatiche sulla vita e la morte delle persone. È un contributo che possiamo dare tutti. Adeguiamoci a queste norme di comportamento che sono in grado di diminuire l’impatto della malattia. Forse non tutti hanno capito. Sarà il comportamento delle singole persone che darà un certo tipo di esito, o un altro».

«Non affollate il pronto soccorso – l’invito dell’assessore Quaglieri -. Andateci solo se siete gravi, mentre se avete sintomi riconducibili al coronavirus attenetevi ai protocolli, contattate il vostro medico di famiglia o il numero verde regionale. Siamo in contatto stretto con l’Asur. E stiamo nel contempo potenziando la rete dei servizi sociali. Manteniamo la calma e osserviamo le regole. Servono consapevolezza e responsabilità».

«Un pensiero agli operatori della sanità che stanno producendo uno sforzo straordinario e ai dipendenti comunali – le parole finali del sindaco -. Abbiate senso di responsabilità, evitate per quanto possibile i contatti. Mi rivolgo quindi ai giovani: fatelo per voi ma soprattutto per le persone più anziane e fragili con le quali avete rapporti familiari e di amicizia».

Sono due, al momento, le persone affette da coronavirus ricoverate in rianimazione all’ospedale Carlo Urbani. Il decreto del Governo dispone per la provincia di Ancona la chiusura cinema, teatri, musei, pub, discoteche e sale giochi, mentre ai locali è fatto l’obbligo di garantire la distanza di sicurezza di un metro fra i clienti.