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Jesi

Jesi, saracinesche di nuovo alte. «È stato come il primo giorno di lavoro»

Tanta soddisfazione, ma anche qualche paura, per gli operatori commerciali che hanno riaperto bar, negozi e attività dopo il lungo lockdown. «Bello rivedere gli amici e i clienti»

La pasticceria Zoppi alla riapertura post-lockdown

JESI – Fine del lockdown per le attività commerciali. Comincia ufficialmente la Fase 2 anche per bar, ristoranti, centri estetici e negozi che ormai da due mesi non ricevevano più clienti. Saracinesche di nuovo alzate a Jesi, ma ancora poca gente in giro in città. C’è però chi – anche per manifestare simbolicamente vicinanza agli operatori – si è concesso il primo caffè fuori casa. Pian piano, insomma, si riparte…

«È stato quasi come il primo giorno di un nuovo lavoro – dicono Armando e Luciano Zoppi della pasticceria Zoppi -. La gente è venuta, abbiamo rivisto tanti clienti abituali, gli amici. È stato bello. Bisogna un attimo adattarsi a questa “normalità”. Abbiamo realizzato percorsi all’interno del locale, piazzato punti per l’igienizzazione e spieghiamo a ogni persona che entra, rigorosamente con la mascherina, cosa si deve fare. Dopo due mesi che non ci vedevamo, c’è stato anche un pizzico di emozione. Poco alla volta, si ripartirà».

«Emozione e confusione. Questi i sentimenti più forti di questa giornata – riferisce Annamaria Tangherlini dal centro estetico Annamaria -. Non è mancata l’agitazione, chiaro. Pur seguendo attentamente le indicazioni, c’è sempre paura di sbagliare. Noi ce la stiamo mettendo tutta. La clientela è molto rispettosa ed è stato veramente bello incontrare di nuovo le persone care. La sensazione è quella di aver riaperto per la prima volta. Speriamo di poter tornare presto al contatto fisico di un tempo, che ci manca molto».

Lo staff del centro estetico Annamaria

«Oggi è stata una bellissima giornata – dice Sonia Cellottini del Caffè Imperiale -. L’emozione è stata grande, così come quella di coloro che non vedevamo da settimane. Sono passati amici e clienti fissi, c’è stato movimento. Le persone hanno tanta voglia di ripartire, di riappropiarsi delle abitudini e dei momenti insieme, pur essendo tutti molto rispettosi delle direttive. Nessuno è venuto senza mascherina, tutti tengono le distanze indicate e noi disinfettiamo continuamente tavoli e bancone. Ce la mettiamo tutta. Spero che la situazione possa tornare presto alla normalità. Oggi, anche se piccolo, è stato un primo dolce assaggio di ciò».

Sonia Cellottini e Matteo Giannoni del Caffè Imperiale

«La riapertura è un passo positivo per noi, che comunque già usavamo dispositivi per la prevenzione e curavamo attentamente l’igiene per evitare contaminazioni – le parole del tatuatore Diego Mandolini -. A parte gli aspetti economici e organizzativi, chiaramente un disastro, devo dire che personalmente questa pausa mi ha più dato che tolto. Mi è servita per ridimensionarmi, per dedicare tempo alla famiglia, per lavorare su nuove ispirazioni. Ora si riparte e il nostro ruolo è importantissimo, anche per educare. Condivido le precauzioni: se ci comportiamo bene torneremo ben presto alla normalità. Dovremo ancora fare sacrifici. È una nuova prova per tutti. Dunque, sono molto emozionato, e ovviamente spaventato perché non so come reagiranno le persone».

Il tatuatore Diego Mandolini

«È stato molto emozionante per me, come fosse il primo giorno di scuola – racconta Gloria Ricciotti dello Smile Bar di Scorcelletti (Maiolati Spontini) -. Ho rivisto tanti clienti, tutti contentissimi di passare anche solo per un caffè. Sono felicissima, non vedevo davvero l’ora di tornare dietro al bancone. Le persone sono rispettose delle norme, si informano per sapere come comportarsi, pochi i casi in cui ho dovuto ricordare di indossare la mascherina. Voglio essere ottimista, sono convinta che pian piano tornerà tutto alla normalità. Ci spero, almeno. Perché oggi è stato molto, molto bello».

Gloria Ricciotti dello Smile Bar

«Questa prima giornata di lavoro – il commento degli acconciatori Massimo e Floriano Gregori – ci ha lasciato una bellissima sensazione. Siamo arrivati a casa quasi alle 21, abbastanza stanchi ma molto, molto felici. Lavorare ci è davvero piaciuto e vedere le persone contente, all’entrata e all’uscita, è stato sicuramente gratificante. Le norme igieniche da rispettare portano via un po’ di tempo, ma tutto sommato sono gestibili e tutto è filato liscio. Non dimenticheremo gli sguardi delle persone, la felicità di sentirsi di nuovo a proprio agio. Ci hanno colpito, in particolare, gli occhi pieni di emozione di alcune signore più anziane che, dopo due mesi, si sono riguardate con soddisfazione allo specchio. Abbiamo capito che in questa Italia sono utili anche i parrucchieri, siamo importanti anche noi. Ed è stata una sensazione che in parte ci ripaga di queste settimane di lockdown. Ora speriamo che si possa ripartire con slancio e di non dover richiudere tutto di nuovo».

Gli acconciatori Massimo e Floriano Gregori

«Non ho visto grossi cambiamenti di abitudine, ma devo dire che il tempo non è stato dei migliori – osserva Mario Avaltroni, l’edicolante di piazza della Repubblica, dal suo “osservatorio privilegiato” – . Adesso, si può prendere il caffé in tazza e non nel bicchiere di carta, ma le persone continuano a usare le panchine per fare colazione o spuntini. C’è sempre la fila in banca, quella non è mai cambiata. L’unica vera novità sono le acconciature che alcune persone, le donne in particolare, sfoggiano finalmente con soddisfazione».

Mario Avaltroni, edicolante di piazza della Repubblica a Jesi

Il sindaco Massimo Bacci è stato molto chiaro a proposito della ripartenza: «Riaprono quasi tutte le attività, anche i parchi saranno fruibili. Ma ricordiamoci bene: il virus è ben presente tra noi. A Jesi ci sono ancora 58 cittadini affetti da Covid-19, più altri 24 in isolamento domiciliare. Dunque, non siamo superficiali: manteniamo le distanze interpersonali, usiamo le mascherine nei luoghi chiusi e in strade dove vi sono tante persone, evitiamo gli assembramenti. Stiamo riconquistando i nostri spazi, le nostre libertà. Non vanifichiamo tutto con troppa leggerezza. Stiamoci con la testa. Per noi, per i nostri cari, per gli altri. Per Jesi».