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Jesi

Coronavirus, l’immunologo Luca Butini: «Stiamo iniziando a vincere questa battaglia»

Il vicesindaco di Jesi evidenzia i segnali positivi dell'epidemia nelle Marche, chiedendo ai cittadini di continuare a rispettare le regole. Affronta anche il tema dei test sierologici

L'assessore alla Cultura di Jesi, Luca Butini

JESI – La guerra contro il coronavirus Covid-19 non è ancora finita. «Ma si comincia a vedere chi vincerà questa battaglia». A sottolinearlo è il vicesindaco Luca Butini, immunologo all’ospedale di Torrette.

«In regione – spiega Butini -, il numero delle nuove diagnosi di Covid-19 sta scendendo (grafico 1), nonostante aumenti progressivamente il numero dei tamponi eseguiti (grafico 2). Si conferma anche la diminuzione della pressione sugli ospedali (grafico 3). Piuttosto stabile nell’ultima settimana il numero di persone positive al tampone e trattate a domicilio in attesa della guarigione (grafico 2). È la conferma ulteriore che stiamo andando nella giusta direzione. La guerra non è finita, occorre ripeterlo, e sarà lunga, ma si comincia a vedere chi vincerà questa battaglia. Lo scenario ora cambia. Gli ospedali potranno gradualmente riprendere in pieno il proprio ruolo anche relativamente a tutte le altre patologie di competenza. La sanità territoriale, attraverso le Usca (Unità Speciali di Continuità Assistenziale), avrà un compito fondamentale non solo nell’accompagnare verso la completa guarigione i pazienti dimessi dagli ospedali, ma soprattutto nell’intercettare le eventuali nuove infezioni, nel comprenderne l’origine, nel trattarle precocemente per evitare il più possibile il trattamento ospedaliero e, fondamentale, per prevenirne la trasmissione».

A detta del vicesindaco di Jesi, «le istituzioni dovranno dotare adeguatamente le Usca, ma tutti noi cittadini anche in questa fase avremo un compito, una responsabilità individuale e collettiva: favorire ed agevolare il lavoro del personale sanitario applicando coscienziosamente le misure di prevenzione, anche via via che torneremo ad una vita più simile a quella che facevamo fino a due mesi fa».

Negli ultimi giorni si discute anche dell’importanza dei test sierologici. «Solo nei prossimi mesi – chiarisce Butini – scopriremo se e quali test siano attendibili (sensibilità e specificità) per poterne interpretare con sicurezza i risultati, se e quali anticorpi anti- SARS-CoV-2 siano neutralizzanti e quindi se e quali fra i diversi test sierologici siano eventualmente da interpretare come una patente di immunità. Poi si tratterà di capire se e quanto quell’immunità sia temporanea o duratura. L’esecuzione dei test sierologici per nuovo Coronavirus va pertanto condotta esclusivamente sotto una attenta guida sanitaria, conoscendo il rischio ed i tempi di esposizione delle persone su cui lo si va ad eseguire, ad esempio il personale sanitario. Solo così potrà dare informazioni attendibili a livello individuale e di salute pubblica. Non trova invece alcuna giustificazione, se non mediatica, la “corsa” alla esecuzione di test, alcuni dei quali di dubbia attendibilità, al di fuori di tali contesti, i cui risultati rischiano di essere non interpretabili e potenzialmente fuorvianti».